Le capitali emergent della moda

Fashion / Design / Performance by Federico Poletti
 

Continua la crescita dei progetti sui nuovi talenti in molti Paesi non conosciuti come fashion destination, ma che hanno mostrato speciale attenzione agli emergenti e ai giovani. Nonostante si senta parlare spesso delle potenzialità commerciali offerte da Cina, Brasile e India, la vecchia Europa offre ancora un panorama ricco di soprese, con molte iniziative. Si parte dai Paesi Nordici, come l’Islanda, che ha celebrato la sinergia tra arte, moda e cultura con il Reykjavik Fashion Festival (RFF); tra i brand moda di ricerca segnaliamo: JÖR by Guðmundur Jörundsson, Farmer’s Market, Huginn Muninn, e Mundi 66°North. Una delle capitali nordiche più stimolanti è senz'altro Copenaghen che con la sua fashion week (CFW) e due fiere rappresenta una destinazione sempre più vivace, sia per potenzialità commerciali, sia per le nuove leve creative. Qui si svolge il concorso Designers’ Nest, una grande opportunità anche economica per tutti i neo diplomati del mondo scandinavo (ultima premiata è Camilla Jæger Jespersen).

 

Scendendo al Sud va citata 080Barcelona, settimana della moda catalana, che offre un premio in denaro al miglior talento emergente. Ha vinto l’ultima edizione il duo Brain&Beast, un felice connubio tra creatività e presenza sul mercato. Una menzione speciale per Selim de Somavilla, con una collezione completa di accessori e un mix di materiali assolutamente originale. Nel muoverci verso Est troviamo un grande fermento in paesi come Polonia, Slovacchia, Ucraina e Serbia, che nonostante le temperie socio-politiche stanno puntando sulla crescita delle loro nuove leve creative. Kiev, capitale dell’Ucraina, ha lanciato un vero programma internazionale di promozione per i designer dell'est Europa: Fashion Scout Kiev. Il contest è stato fondato dalla giornalista Daria Shapovalova con il supporto di altri professionisti del settore. Tra i designer ucraini che stanno riscuotendo crescente attenzione, si possono citare: Ksenia Shcnaider, Anna October, Anna Kolomoets, Julie Paskal, Sasha Kanevski, Anton Belinskiy, RCR Khomenko, OMELYA Atelier (label creata da uno dei più promettenti talenti ucraini Kostya Omelya, incluso tra i “10 Eastern European Fashion Designers to Keep on Your Radar”). Ne emerge un panorama sorprendente, sia nella moda uomo sia nella donna per la varietà di stili e proposte. In questo talent tour non può mancare la Polonia che a Łódź ospita un'importante manifestazione dedicata ai designer d’avanguardia: la Fashion Philosophy Fashion Week Poland. L’evento prevede sfilate, showroom,  installazioni, a conferma del ruolo di Łódź come epicentro della scena polacca. Altro segnale dalla Polonia arriva con il concorso Off Fashion che si svolge a Kielce nel tentativo di offrire opportunità professionali, cambiando la percezione del mercato moda in Polonia. Un ulteriore segnale che la Polonia ha voglia di farsi conoscere. Non a caso Natasha Pavluchenko, designer polacca, ha sfilato con la sua collezione haute couture nel calendario di Altaroma Altamoda.

 
Nel passare alla Serbia, la Belgrado Fashion Week è un crocevia di culture che lottano per emergere. Il Belgrade Design District offre uno spazio di vendita al dettaglio ai newcomers per rivitalizzare il panorama commerciale urbano. Da monitorare designer come Ivana Piljia, George Styler, Ana Ljubinković e i gioielli di Koishi.
La Turchia, un mercato in grande crescita economica e una società percorsa da fermenti e conflitti, non offre molte opportunità per i giovani. Tra i pochi concorsi: il Koza Fashion Designers Contest Competition” e Yeniik Sensin'13, dedicato all’accessorio per i neo diplomati. Sul fronte new talents turchi spiccano Serdar Uzuntaş per la moda uomo, che fonde la tradizione del tailoring inglese con la cultura visiva turca, e Zeynep Tosun per la donna.
 

Infine Israele, un Paese in via di sviluppo per la moda, ma con interessanti prospettive.Tel Aviv potrebbe diventare una destinazione importante, tra moda e arte. Due famosi brand israeliani, Castro e Renuar, supportano i talents con premi e capsule collection. Castro ha inoltre sponsorizzato un progetto sociale chiamato Getting out of the box, insieme alla città di Bat-Yam, un centro di design completamente attrezzato che permette ai giovani di avere uno spazio in cui lavorare. Tra i nomi della scena israeliana: Golan Taub con una ricerca molto vicina all’arte, CommonRaven, Liora Taragan, Muslin Brothers che propongono una moda unisex e collaborazioni con coreografi e performer. 

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