Da “Generation Africa”: il duo AKJP

Fashion By Stefano Guerrini
 

Terminiamo con un duo, AKJP, il nostro percorso alla scoperta dei quattro marchi che hanno sfilato all’ultima edizione di Pitti nel progetto “Generation Africa”, voluto da Fondazione Pitti Discovery in collaborazione con ITC Ethical Fashion Initiative con l’intento di promuovere giovani e talentuosi designer del continente africano.  Il marchio di Keith Henning e Jody Paulsen arriva a Pitti dopo essere stato fra i marchi protagonisti della Mercedes-Benz Fashion Week di Cape Town e tra i finalisti di “Who is on Next?” Dubai 2015. Il nome nasce dall iniziali di Adriaan Kuiters, marchio creato da Keith, e quelle di Jody a sottolineare l’unione sinergica di due mondi creativi, in cui hanno un grande valore le radici in Sud Africa, ma anche l’apertura agli altri. Non a caso i due hanno appena aperto AKJP Collective, un concept store aperto ai talenti emergenti da tutto il mondo. Alcuni giorni dopo lo show abbiamo intervistato il duo di creativi, che ci hanno raccontato l’emozione di sfilare a Firenze, a culmine di un anno pieno di esperienze interessanti e formative, che fan ben sperare per il futuro del loro brand. Ecco l’intervista a Keith e Jody di AKJP. 

 
Ci potete dire quando avete iniziato a lavorare nella moda e come la moda è diventata il vostro lavoro?
Io, Keith, ho fondato il mio brand di abbigliamento basico maschile, Adriaan Kuiters (che prende il nome di mio nonno), nel 2012. Ho iniziato la mia collaborazione con Jody Paulsen per la produzione di stampe per i capi l'anno successivo e la collaborazione è cresciuta nei 3 anni successivi fino a diventare un vero e proprio marchio, AKJP. Io e Jody siamo entrambi autodidatti nella moda, avendo alle spalle studi rispettivamente in Disegno Industriale e Belle Arti.
 
Il momento più bello o comunque più importante della vostra carriera fino ad ora, e perché?
Abbiamo avuto tre momenti rilevanti negli ultimi mesi che sono stati incredibilmente importanti per AKJP. Nel mese di ottobre abbiamo rilanciato il nostro negozio a Città del Capo come un concept store chiamato AKJP Collective, una piattaforma che mette in mostra design locale emergente. Più tardi nello stesso mese siamo stati selezionati per partecipare al 'Who’s on Next Expo’ di Vogue Italia a Dubai. Questa è stata un'esperienza incredibile perché abbiamo avuto l'opportunità di connetterci con marchi di moda emergenti provenienti da tutto il mondo. Essere invitati a presentare la nostra collezione all’edizione di Pitti di questo gennaio 2016 è stato un momento che segna decisamente la nostra carriera, perché era la nostra prima su una passerella internazionale. Siamo stati molto orgogliosi di essere tra i quattro marchi partecipanti a “Generation Africa”.

 

Potete descrivere la collezione che avete presentato a Pitti?
La collezione che abbiamo presentato a Pitti è stata progettato dopo la creazione da parte nostra dei tessuti da usare. Era la prima esperienza di lavoro con una azienda di tessuti per sviluppare nostri materiali. Una volta che abbiamo ricevuto il nostro tessuto abbiamo iniziato ad accumulare altri materiali naturali e abbiamo iniziato a sviluppare una direzione creativa per la collezione invernale. Ispirata dall'artista locale Georgina Gratrix e da Herbie Hancock, abbiamo progettato la nostra collezione con la sensazione di avere la natura in mente. Siamo stati ispirati dalla lussureggiante paesaggio tropicale di Durban, nonché dallo stile effortless e dalla nonchalance dei suoi abitanti. 

 
Potete dirci qualcosa di più sul vostro stile? Qual è il target di riferimento? Da dove provengono le ispirazioni? Quali sono le icone che avete in mente quando progettate?
Il nostro stile è sempre stato un mix di sportivo e sofisticato. Ci piace l'idea di un capo che può passare dal giorno alla notte.La nostra clientela è varia, progettiamo alcuni capi di abbigliamento avendo in mente i giovani studenti e altri pensando a figure femminili adulte che lavorano, è sempre interessante vedere come è eterogenea la clientela una volta che i vestiti sono nel negozio. Questa è stata la prima collezione ad essere ispirata da qualcuno che effettivamente conosciamo, la nostra buona amica Georgina Gratrix. Non solo ammiriamo il suo grande talento come artista, ma abbiamo sempre amato il suo stile personale. Lei è una delle persone più iconiche che conosciamo grazie al suo stile unico che filtra nel suo linguaggio del corpo e nella pratica artistica.
 
Quale parte del vostro lavoro appartiene profondamente al vostro heritage e può essere collegata all’Africa?
Credo che la nostra attenzione sulla creazione di stampe originali ogni stagione è in qualche modo legato al nostro heritage come africani, anche se in realtà le nostre stampe non sono mai ispirate al patrimonio culturale. Cerchiamo di fare del nostro meglio per non appropriarci delle culture locali in quanto può essere un terreno pericoloso da percorrere, considerando il clima politico del Sud Africa negli ultimi 25 anni. Siamo orgogliosi di essere designer sudafricani, ma non ci sentiamo in dovere di illustrare questo attraverso il nostro abbigliamento.

 

Quale è l'importanza di progetti come “Generation Africa”, secondo voi, per il vostro lavoro personale e in generale?
L'importanza di “Generation Africa” è enorme. Non solo ha permesso al nostro marchio di esntrare in contatto con la stampa internazionale, ma ci ha anche permesso di connetterci con altri designer africani. È stato così meraviglioso conoscere e condividere un’esperienza così con altri stilisti che condividono le nostre radici. “Generation Africa”ha anche accresciuto il mio morale come designer, ci ha dato l'energia per fare il nostro miglior lavoro perché eravamo molto orgogliosi di essere stati selezionati. 

 
Potete dirci qualcosa sul preciso momento creativo che l'Africa sta vivendo ora, dal vostro punto di vista?
C'è una fantastica ondata di nuovi talenti che è emersa di recente. È sempre molto stimolante sentirsi parte di un movimento o di una comunità, che è in parte il motivo per cui abbiamo aperto il nostro negozio AKJP Collective. Questo è un momento speciale per l'Africa, anche perché in molti hanno messo maggiore attenzione sull'acquisto a livello locale, che ha avuto un effetto a catena sulla quantità di nuovi marchi che sono emersi di recente.

Un episodio, un momento, un ricordo speciale che avete di questa edizione di Pitti, qualcosa da condividere con noi?
Il legame con gli altri marchi e designer nel backstage. Siamo stati molto felici di vedere la stessa passione ed entusiasmo da parte del team di produzione dietro le quinte. L'energia è stata meravigliosa e ci siamo sentiti incredibilmente sostenuti durante l'intero processo.
 
Progetti per il futuro?

L'espansione del nostro marchio in Europa e in America, così come perfezionare il nostro concept store nel corso del tempo. Il nostro grande sogno è quello di espandere lo store a livello internazionale, insieme a tutti i marchi locali con cui abbiamo lavorato. 

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