Generation Africa: Lukhanyo Mdingi x Nicholas Coutts

Fashion / Performance By Stefano Guerrini
 

“GENERATION AFRICA” è stato uno dei momenti più interessanti dell’ultima edizione di Pitti. Fondazione Pitti Discovery, in collaborazione con ITC ETHICAL FASHION INITIATIVE, è tornata a puntare i riflettori sull’Africa con questo progetto dedicato a promuovere i giovani e talentuosi designer del continente africano, e l’energia creativa che arriva da uno degli scenari più interessanti e innovativi della moda di oggi. Quattro momenti diversi in passerella, che noi iniziamo a riscoprire e ad approfondire. Si parte con Lukhanyo Mdingi x Nicholas Coutts, un duo speciale, due creativi che hanno unito le loro forze proprio per questa presenza in Italia. Li abbiamo intervistati ed ecco cosa ci hanno raccontato. Quello che traspare è il racconto di un mondo che non conosciamo molto, e dovremmo invece approfondire, ricco di fermenti creativi, ispirazioni e cultura. 

 
Ci potete dire quando avete iniziato a lavorare nella moda e come la moda è diventata il vostro lavoro?
Lukhanyo Mdingi
: Mi sento come se avessi sempre lavorato in questo settore, in un modo o nell'altro, da bambino la moda era sempre il mio obiettivo finale, così negli anni ho fatto di tutto per aprirmi una strada per lavorare in questo mondo. Posso dire che è stato solo nel 2015 quando ho fatto una precisa e concreta mossa di carriera verso il fashion system, le cose ora sono chiare e non vedo l'ora di continuare con questo viaggio straordinario.
Nicholas Coutts: Sono stato coinvolto nella moda in realtà molto prima che andassi  a studiare fashion design, perché ho sempre avuto interesse per l'artigianato e i tessuti fatti a mano. Ho fatto un sacco di stage lavorativi nei vari ambiti del fashion system in Sud Africa e ho iniziato col mio marchio solo nel 2014. Ho una forte curiosità per la parte tecnica e la costruzione dei capi, che continuano a incuriosirmi durante il mio processo di progettazione.
 
Il momento migliore o il più importante della vostra carriera fino ad ora, e perché?
Lukhanyo Mdingi
: Ho ben presente tutti i momenti importanti della mia carriera, dai successi ai fallimenti. In entrambi i casi si parla di eventi necessari per me per acquisire resistenza ed adattabilità, tratti caratteristici indispensabili per questo lavoro.
Nicholas Coutts: Considerando che la mia carriera si sta sviluppando ora e il mio marchio, che è nelle sue fasi iniziali,sta crescendo, ogni momento è per me importante perché sto imparando mentre percorro questo affascinante viaggio. Mostrare a Pitti il mio lavoro con Lukhanyo è stato sicuramente un punto culminante della mia carriera fino ad ora in quanto ci ha fatto conoscere ai media internazionali e dato l’opportunità di creare delle connessioni importanti.
 
Potete descrivere la collezione che avete presentato a Pitti?
L.M
.: La vedo come una meravigliosa storia intrapresa insieme da due artisti emergenti sudafricani. La collezione è stata ispirata dalla concretezza e dai sensi.  È stato importante per Nicholas e me utilizzare questo punto di partenza come mezzo per esplorare tessuti e tecniche artigianali nella creazione di una collezione che incarna queste qualità. Utilizzare poi il nostro paesaggio naturale africano come riferimento visivo, ha reso possibile filtrare questi elementi in capi indossabili.
N.C.: La ‘Tactile Collection’ maschile realizzata con Lukhanyo è cominciata 6 mesi fa unendo le nostre estetiche molto diverse per creare un leisure-wear che si è evoluto nel corso dei mesi. Abbiamo lavorato sui pezzi più sofisticati, ma ancora dallo stile rilassato, per una collezione lifestyle di lusso. La linea Mdingi/Coutts incarna la forza e la crescita infuse con un naturalismo multicolor.
 
Potete dirci qualcosa di più sul vostro stile? Qual è il target di riferimento delle collezioni? Da dove provengono le ispirazioni? Quali sono le icone che avete in mente quando progettate?
L.M.
: Vedo il mio stile come tradizionalista, guardo diverse culture ed elementi da cui sono immediatamente attratto e mi propongo di aggiungere una influenza cross-culturale grazie ad un tocco di estetica africana. L'obiettivo è stato e sarà sempre quello di usare la moda come mezzo per potenziare il panorama creativo della mia nazione. Credo che possa essere visto come un trampolino che ispirerà altri a preservare e creare le proprie storie. Le mie icone sono i creativi della società contemporanea. I miei colleghi coetanei africani. Quelli che stanno aggiungendo nel nostro continente un’autenticità delle arti e della cultura. Credo che dobbiamo usare i nostri talenti come un modo per rendere il nostro Paese quello che ci immaginiamo potrebbe essere. Per me questo è un luogo dove le arti e la cultura sono altamente celebrate e supportate.
N.C.: Il mio approccio allo stile è rilassato, ma sofisticato, e amo che i mio capi abbiano carattere e parlino da soli. Il mio target è una figura ben curata, maschio o femmina che sia, avventurosa con la moda e con  una fiducia matura in ciò che indossa.
Sono costantemente ispirato dall'ambiente intorno a me. La mia icona è William Morris e apprezzo molto il movimento Arts & Crafts del tardo 19° secolo. L’ispirazione per Morris arrivava dalla flora e dalla fauna intorno a lui, utilizzava forme semplici ben proporzionate e colori forti. Era particolarmente interessato al design medievale, perché, come lui stesso sosteneva:” Gli artigiani di quei tempi iniziarono a prender piacere nel proprio lavoro”. Quando progetto spero di creare un equilibrio tra capi tecnicamente ben costruiti e dettagli splendidamente artigianali.
 
Quale parte del vostro lavoro pensate sia profondamente legata al vostro heritage e può essere collegata all’ Africa?
L.M.
: Quando penso all’etichetta 'Lukhanyo Mdingi', penso ad una casa comune che ha avuto il privilegio di ospitare molte persone.  Poter contare su un collettivo di geni creativi che credono nelle mie convinzioni ha permesso di creare storie in collaborazione che compiono una narrazione contemporanea di un heritage africano profondamente radicato.
N.C.: La tessitura che utilizzo nelle mie creazioni è intrinsecamente legata all'Africa, ha un significato culturale con molti rimandi spirituali e mitologici. La combinazione di texture insolite e la giustapposizione dei colori che uso sono una celebrazione delle mie radici africane.
I colori che abbiamo usato nella nostra 'Tactile Collection’ rappresentano la nuova vita e la crescita dell'Africa sotto forma di varie tonalità di verde con momenti di arancione bruciato a simboleggiare coraggio, energia e calore.
 
Quale è l'importanza di progetti come Generazione Africa, secondo voi, per il vostro lavoro personale e in generale?
L.M.
: Tutto si basa su come utilizzare questo tipo di piattaforme come mezzo per coinvolgere, interagire e condividere la propria storia. Credo che permettere al mondo di vedere il proprio percorso creativo sia di vitale importanza per una certa consapevolezza. Credo anche che queste opportunità dovrebbero portare ad aggiungere valore all’economia di questi luoghi. Creare occupazione e generare forza lavoro.
N.C.: Generazione Africa è una grande piattaforma che permette ai creativi africani di essere esposti a un pubblico globale ed è una straordinaria opportunità per incontrare i media internazionali e buyer di moda da tutto il mondo. Generazione Africa a Pitti è un esempio di come si possa mostrare la creatività dei designer africani che sono in grado di creare una sinergia tra tradizione e modernità.
 
Potete dirci qualcosa sul momento creativo preciso che l'Africa sta vivendo ora, dal vostro punto di vista?
L.M.
: In una parola: azione! L'Africa è sempre stato un luogo in cui l'azione e la produttività sono esistiti. Sento che solo ora ci si è focalizzati sul nostro patrimonio creativo e il suo movimento. La creatività c’è sempre stata, solo ora a livello internazionale si sono accorti che c’è e si stanno concentrando su di essa.
N.C.: La varietà di talenti creativi che l'Africa ha da offrire è enorme. Molti di essi stanno rompendo gli schemi e i confini geografici nel campo delle arti visive, dell’artigianato, della musica, del cinema e della moda, lasciando un segno a livello globale. Questo è allo stesso tempo eccitante e stimolante per me.
 
Un episodio, un momento, un ricordo speciale che avete di questa edizione di Pitti, che potete condividere con noi?
L.M.
: Oh, wow. Per essere onesti, è stato un semplice e quieto momento di orgoglio che dovevo a me stesso, orgoglioso dei miei colleghi coetanei, fiero di me stesso e orgoglioso dell'Africa. Stiamo continuando a spianare una via che altri prima di noi hanno iniziato, aprendo il percorso di arricchimento del Paese.
N.C.: Mi sento privilegiato che Lukhanyo ed io siamo stati invitati a condividere l'esperienza dello show Generation Africa a Pitti e che il nostro spettacolo comprendesse modelli che richiedevano asilo. Credo che questo abbia aggiunto un momento toccante allo show, in quanto il problema degli immigranti è quotidiano in Sud Africa. A parte l'afflusso di immigrati in Europa negli ultimi tempi,  abbiamo immigrati provenienti dai Paesi intorno al Sud Africa e interagiamo con loro su base quotidiana.

 

Progetti e sogni per il futuro?
L.M.
: Rimanere coerenti e continuare a perseverare. Amore, passione e fede. A.T.I.F.Y, Africa this is for you.
N.C.: Far crescere il mio brand, viaggiare per il mondo, incontrare artigiani, creare occupazione e portare il mio marchio ad un livello internazionale. 

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