La moda come forma di espressione non diluita

Fashion / Design / Performance Intervista a Tigran Avetisyan, menswear designer. Di Sara Pizzi
 

Quando la moda diventa elemento di sovversione dei canoni comuni, non è difficile ottenere come risultato un video che più che presentazione di una collezione, sembra una forma punk di guerrilla advertising

Russo di San Pietroburgo, il menswear designer Tigran Avetisyan ha realizzato la sua collezione di diploma alla Central Saint Martins con il sostegno del gruppo LVMH. Un debutto insolito per un giovane esordiente molto acclamato dalla critica, per la qualità dei sui capi e per la poetica della sua creatività. Attraverso le sue collezioni, spesso frutto di un attento uso di materiali di recupero, prende vita l’inquietudine delle nuove generazioni, grazie a slogan come “No Jobs” e “Nothing Changes”. Lo abbiamo intervistato per saperne di più sul suo stile altamente comunicativo, così determinato e appassionato. 

 
Pur considerandoti ancora un esordiente nel mondo della moda, hai già riscosso molta attenzione. Quale pensi che sia il segreto per il successo?
Non credo esista un segreto. Con il mio lavoro cerco semplicemente di esprimere ciò che è importante per me, con la speranza che gli altri apprezzino e ragionino su questo.
 
Quali sono i tuoi progetti per il futuro?
La cosa che mi emoziona di più al momento è preparare la mia performance per il progetto Alternative Set in occasione di Pitti Uomo 85. Sto realizzando un video di presentazione per la prossima collezione sulla base dello stesso mood creativo che ho usato per il video della S/S 2014.
 
Come definiresti lo stile personale? E la moda?
Diciamo che entrambe le parole non mi interessano. Stile? Moda? I miei capi non appartengono né seguono nessuna di queste categorie.
 
Quando è iniziata la tua passione per la moda?
Vorrei tanto avere una storia, un aneddoto da raccontare, come aver passato la mia infanzia a creare vestiti per le bambole o in un atelier. Ma no, sinceramente. Sono cresciuto in un sobborgo di San Pietroburgo dove, come molti coetanei, giocavo a calcio. Il mio interesse per i “vestiti” è arrivato relativamente tardi, all’età di 21 anni. La moda è qualcosa in cui tutti alla fine sono interessati e dove l’espressione di se stessi è possibile. Inoltre, possiamo dire che la moda è dappertutto, dall’arte al design, dalle culture più elevate a quelle popolari. 
 
Qual è il messaggio che vuoi comunicare attraverso le tue creazioni?
Cerco di creare delle collezioni senza tempo. E 'molto più emozionante capire ciò che gli altri fanno delle mie creazioni piuttosto che dire loro come indossarle. Io faccio tutto questo lavoro per avere un dialogo con le persone, non per dettare il mio punto di vista.
 
Quali sono i pezzi chiave della tua collezione?
Per la P/E 2014 direi assolutamente la giacca con lo slogan “Nothing Changes”: una particolare stampa dall'effetto street-graffiti.
 
Chi è il designer da cui trai più ispirazione? Chi è la tua Fashion Icon?
Ammiro l'energia e la creatività espressiva dei giovani designer londinesi. Ma il mio eroe in assoluto di tutti i tempi è Helmut Lang.
 
Qual è il tuo metodo creativo?
Trasformare i “contro” in “pro”, ottenendo il maggiore impatto possibile con il minimo input.
 
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