Il vincitore di ‘WION?’ 2016: Carlo Volpi

Fashion By Stefano Guerrini
 

Abbiamo conosciuto e ammirato la sua  creatività già a gennaio 2016 quando è stato uno dei nomi scelti per The Latest Fashion Buzz, progetto realizzato da Pitti Immagine in collaborazione con L’Uomo Vogue e GQ Italia e la partnership di Lagente e nato per segnalare quei marchi che stanno rivoluzionando il menswear. Abbiamo poi ritrovato Carlo Volpi e la sua coloratissima, divertente e anche un pizzico irriverente, maglieria durante questo 90esimo Pitti , come finalista dell’edizione al maschile del prestigioso ‘Who’s On Next?’, dove è risultato il vincitore. Lo abbiamo intervistato proprio pochi giorni dopo questo momento importante per scoprire qualcosa di più su di lui e sul suo rapporto con la manifestazione fiorentina, ma anche l’emozione di vincere un concorso così importante.

 

Ci racconti la collezione che hai portato all'ultimo Pitti?

La collezione si chiama "Domestic Queen" e prende ispirazione dalla figura delle casalinghe nel Dopo Guerra. La figura della donna è cambiata moltissimo da quegli anni, nonostante le casalinghe di quei tempi fossero un po' il fulcro di ogni famiglia non erano considerate al pari degli uomini. Mi piaceva l'idea di ispirarmi a loro per creare una collezione maschile quasi per rivendicare la loro importanza. Ho preso ispirazione anche dal notevole progresso tecnologico di quegli anni, dall'ottimismo e dalla voglia di fare e di crescere, mi sembrano tutti temi inerenti alla società di oggi che ha bisogno dello stesso ottimismo e della voglia di fare. Per quanto riguarda le maglie, ho voluto mantenere l'aspetto artigianale che è l'essenza del mio brand, mischiato a tecnologie più avanzate, tipo la termosaldatura che Dyloan Studio ha realizzato per noi.
 
L'emozione di vincere ‘Who’s On Next?’?
È stata una bellissima soddisfazione, non pensavo che avrei vinto anche perché gli altri finalisti erano bravissimi. Comunque vincere è stato un grandissimo sospiro di sollievo, sia per la vincita in se, ma anche per tutti i premi che mi daranno l'opportunità di continuare a lavorare sul mio brand in maniera più seria.

Hai avuto modo di confrontarti con gli altri partecipanti? Chi ti piaceva? E in generale come consideri questa nuova generazione di designer italiani?
Devo dire che fra tutti noi finalisti si è instaurato un bel rapporto, partecipare a WION è stata veramente una bellissima esperienza sotto ogni punto di vista. Ogni finalista aveva qualcosa di interessante da proporre. Ilariuss è forse il brand che ho trovato più vicino al mio gusto estetico. Mi sono piaciute tantissimo anche le borse di Alan Buanne e la storia dietro al suo brand, le silhouette, i materiali e i colori di Tropiano e il clash fra classicità e innovazione tecnologica di Traiano. Penso che questa nuova generazione di designer italiani stia portando una ventata di aria fresca sul panorama della moda internazionale, mi piacerebbe però vedere più designer-artigiani, che non hanno paura di sporcarsi le mani e con più competenze tecniche.

Da dove arrivano le ispirazioni per un marchio come il tuo? 
Per me la moda è un veicolo espressivo: c'è chi dipinge, chi scrive poesie o suona uno strumento. Per me la maglieria è il mio linguaggio visuale, attraverso il quale riesco a esprimere il mio pensiero. Non penso che la moda sia semplicemente una forma di espressione artistica perché a differenza di altre discipline, come la musica o le arti visuali, tutto ciò che produci dovrà poi essere indossato da persone, quindi devi anche riuscire ad entrare nella testa dei tuoi fans o dei tuoi clienti e capire quello che vogliono.

Come si riesce ad essere innovativi nel campo della maglieria?
Secondo me in qualsiasi campo, non solo nella maglieria, l'unico modo in cui si riesce ad essere innovativi al giorno di oggi è essere se stessi. Ognuno di noi è unico e visto che abbiamo il privilegio di lavorare in un ambiente creativo è importante rimanere fedeli a chi siamo.
 
L'importanza per un marchio come il tuo di concorsi come WION?
È un boost enorme a livello personale, una ricompensa unica per tutti gli anni di sacrifici e di duro lavoro. È anche una specie di "passaporto" per essere visto con molta più credibilità' e serietà nel campo della moda.
 
Un ricordo particolare legato a Pitti?
Ormai Pitti per me è come una seconda famiglia, in questi ultimi anni, lavorando anche per lo Spazio Ricerca di Pitti Filati, ho conosciuto delle persone veramente splendide.
 
Progetti per il futuro?
Per quest'estate prevedo mare e riposo, almeno per un mesetto, visto che sono anni che non mi prendo una vacanza! Da Settembre in poi prevedo tanto lavoro e tanti progetti interessanti: comincerò una collaborazione per due stagioni con Herno e sto già lavorando anche all'evento della mia nuova collezione che presenterò il prossimo Gennaio a Pitti Uomo.
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