Insider’s view: Facetasm, dal Teatro Armani al LVMH Prize

Fashion by Stefano Guerrini
 

Lanciato nel 2013, il Premio LVMH è stato creato per sostenere le giovani leve della moda provenienti da tutto il mondo. E ogni anno un giovane designer professionista, oltre a tre laureati provenienti dalle scuole di moda più note, possono aggiudicarsi il premio. E i finalisti sono i nomi che rappresentano il ricambio generazionale nel fashion system, i personaggi più cool e più interessanti fra quelli che stanno emergendo dalle varie fashion week mondiali. Incuriositi abbiamo dato un’occhiata ai finalisti di quest’anno trovando fra gli altri un nome che è stato protagonista un paio di stagioni fa delle giornate della moda milanese dedicate alle collezioni maschili. Stiamo parlando di Hiromichi Ochiai e del brand che ha fondato e di cui è creative director: Facetasm, che nel giugno 2015 aveva sfilato nel prestigioso Teatro Armani, scelto dallo stilista italiano nell’ambito di un percorso di appoggio ai nuovi e giovani stilisti che Armani sta portando avanti da alcune stagioni. Abbiamo raggiunto Hiromichi Ochiai proprio per farci raccontare meglio queste sue tappe.

 
Come si è avvicinato alla moda e quando ha deciso che poteva diventare il suo lavoro?
Ho iniziato a capire che mi interessava diventare un designer e che il mio interesse per la moda era reale durante gli anni del liceo.
 
Mi può descrivere lo stile di Facetasm? Cosa contraddistingue il marchio?
In realtà mi è difficile rispondere, perché cerchiamo di cambiare ad ogni stagione. Non abbiamo ancora completamente costruito la stile di Facetasm, è un processo ancora in divenire.
 
Da dove le arrivano gli input ispirativi per il suo lavoro?
Non ho una precisa fonte di ispirazione. Può essere una città, una strada, la cultura giovanile. Non sono di sicuro quel tipo di fashion designer che lavora solo alla scrivania. Tutto può ispirarmi.  
 
Quali sono le sue icone di riferimento e per quale tipo di persone crea? Chi pensa indossi i suoi capi?
Non ho una vera e propria icona di riferimento. Siamo molto felici che negli ultimo tempi tante persone da più parti nel mondo hanno iniziato a comprare I nostri vestiti. 
 
Ha sfilato in calendario nella Fashion Week Milanese e ha presentato la collezione nell’importante spazio di Armani. Che cosa ricorda di quella esperienza?  
È stato per noi un onore presentare la collezione per la prima volta fuori dal Giappone e in un luogo così prestigioso. Dopo lo show ho sentito come se avessi intrapreso la missione di mettermi in gioco al di fuori dei confini del nostro paese.
 
Il momento più importante da quando ha iniziato? 
Direi proprio quando ho iniziato, si va indietro al 2007.
 
Ci può raccontare qualcosa dell’ultima collezione Facetasm? 
Abbiamo sfilato a Parigi per la prima volta. Volevamo presentare lo ‘youth mood’ di Tokyo. Lo abbiamo fatto cercando di mostrare un update dello stile che avevamo in Giappone. 
 
La sua definizione di eleganza?
L’eleganza è una cosa a cui tutti anelano. 
 
Con Facetasm lei è uno dei finalisti del LVMH Prize. Quale l’importanza di un progetto come questo? 
È stata per me una bella esperienza, che mi ha permesso di incontrare tutte le persone che lavorano per una Maison così importante.
Ho capito che avevano molto carisma ed eleganza, e ho realizzato che devo essere una persona del genere per tutti quei giovani che hanno noi come punto di riferimento.
 
Sogni e progetti per il future? 

Non ho sogni al momento, ma mi sto focalizzando sul creare un team di lavoro molto forte.

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