Dall’ultimo ‘Who’s on Next?’ Uomo: I cappelli di Ilariuss

Fashion / Design by Stefano Guerrini
 

Ancora accessori in questo nostro percorso alla scoperta dei finalisti dell’ultima edizione maschile del concorso ‘Who’s on Next?’ tenutosi lo scorso giugno durante Pitti Uomo. E tocca questa volta ai cappelli di Ilariuss, marchio nato nel 2013, nato dalla mente di Ilaria Soncini, classe 1984, nata in provincia di Reggio Emilia e con studi all’Accademia di Belle Arti di Brera alle spalle. Il desiderio di fare la costumista porta a 22 anni Ilaria a Berlino dove scopre l’amore per i cappelli, e il suo brand nasce al suo ritorno in Italia dove è anche chiamata a creare copricapi per la Scala di Milano. Ilariuss esprime molti aspetti della creatività della designer, aspetti più androgeni incontrano altri più femminili, ironia e teatralità, ricerca nella forme e nei materiali convivono nelle proposte del brand. Abbiamo raggiunto Ilaria subito dopo la fiera fiorentina per farci raccontare meglio la sua esperienza e il suo mondo. 

 
Come è nato il marchio e quali le sue caratteristiche principali?
Il marchio di cappelli Ilariusss nasce nel 2014 con l' esigenza di creare forme nuove per raccontare la mia visione del cappello.
 
Ci racconta la collezione per la p/e 2017?
Le forme iconiche del marchio, come il cuore, la bocca e l’ottagono tornano sotto forma di tessuto e si mescolano a dettagli sofisticati come l’intreccio di nastro gros grain e la chiusura metallica di due teste di serpente, il tutto strizza l’occhio ad un uovo dalla forma imperfetta. Poi la proposta dei cappelli baseball si fa interessante, non soltanto grazie alla forma delle labbra, ma anche per le visiere che puntano ironicamente verso l’alto e la presenza di lacci che si animano grazie alla loro funzione decorativa e strutturale. La palette cromatica comprende colori forti lampone, oceano, giallo vivo, per poi farsi più tenera e soave con il color latte. Nei materiali, accanto ai  cotoni 100%, ai denim blu e neri, ci sono jacquard fantasia e trecce di paglia che ben richiamano le ceste di pane tipicamente anni’40.
 
Da dove arrivano le ispirazioni per un accessorio come i cappelli?
Prendo ispirazione dal teatro, dalle favole dei bambini e dai miei amici.
 
Come si può essere innovativi in questo settore?
Credo che ci si possa definire innovativi quando si ha qualcosa di vero e personale da dire e questa necessità nasce dall’amore e dalla passione in ciò che si fa.
 
Sinonimo di eleganza per lei?
Mi viene subito in mente una meravigliosa persona che rappresenta l'eleganza: Amal Clooney.
 
L'importanza di un concorso come WION, secondo lei?
WION permette a brand emergenti di farsi conoscere e incontrare professionisti del settore. Ho incontrato dei concorrenti davvero in gamba e mi ha fatto sentire con orgoglio parte di un mondo.
 
Un ricordo o un momento di questa edizione di Pitti?
Non mi dimenticherò mai il momento in cui abbiamo esposto il nostro lavoro e la nostra collezione, Davvero emozionante.
 
Progetti per il futuro?
Ho molte cose in ballo come collaborazioni con Case di Moda e consulenze. Il mio grande progetto invece me lo sono prefissata lo scorso anno a Roma grazie ad una persona speciale che mi ha aiutato a capirlo. Voglio un Atelier dove si possano realizzare cappelli per spettacolo, teatro, vetrine, moda e dove lavorino un team di persone appassionate. Sto lavorando per raggiungere questo obiettivo, so che riuscirò, in un modo che non mi è ancora stato svelato, ad arrivarci. 
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