Design Teaser: Eliran Nargassi from Tel Aviv to Super in Milan

Fashion By Stefano Guerrini
 

Classe 1985, un diploma alle spalle allo Shenkar College of Engineering and Design, ottenuto nel 2012, Eliran Nargassi ha fondato l’anno seguente il brand a suo nome, con il quale è una delle punte di diamante della creatività israeliana, Nargassi infatti ha come base Tel Aviv. Il focus del lavoro del designer è sul menswear, e nelle sue proposte vengono incanalate ispirazioni che arrivano da elementi religiosi, combinati con momenti più trasgressivi, mentre non possono mancare le stampe ideate da Nargassi stesso, ormai un suo elemento riconoscitivo. Di recente lo stilista ha partecipato alla fiera Super, dove noi lo abbiamo intervistato. 

 
Può dirci come è stato il suo primo approccio con la moda e come ha fatto poi questa a diventare il suo lavoro?
Il mio primo approccio con la moda è stato quando ero un bambino, ero solito prendere le bambole delle mie sorelle e vestirle con piccoli abiti che reallizzavo io stesso. Prima di iscrivermi al college poi sono riuscito a mettere le mani su una macchina da cucire e ho realizzato una semplice giacca per me, ero molto orgoglioso e mi sono reso conto che la moda era quello che volevo fare.
La moda è diventata il mio lavoro pochi anni fa, dopo la laurea avrei dovuto partecipare a una mostra collettiva che si occupava di estetica, ho iniziato a lavorare su un pezzo da presentare, ma alla fine la mostra è stata annullata, ero stato completamente assorbito e preso dall’ispirazione che ho deciso di realizzare una piccola capsule collection basata sul primo pezzo.
 

Può descrivere il suo stile?
Moderno e senza tempo, con attenzione ai piccoli dettagli. Non seguo le tendenze e credo che il mio stile venga da qualcosa di decisamente più personale, concettuale, ma comunque molto funzionale e indossabile.

 

Ci può raccontare qualcosa della collezione che ha presentato a Super a Milano?
Ho portato alla fiera due lavori diversi. Il primo è una collezione che ho disegnato per un grande marchio cinese, Canudilo Holidays, nell'ambito del progetto Vogue Talents for Asia. Mi è stato chiesto di disegnare una collezione utilizzando il mio linguaggio creativo, ma combinandolo con la caratteristica per cui il marchio Canudilo Holidays è conosciuto, cioè Il panda, che è anche l'animale nazionale della Cina. Mentre questo animale è conosciuto per la sua silhouette circolare e una tavolozza cromatica basata sul bianco e il nero, i miei progetti sono generalmente caratterizzati da linee decise e grafiche che vengono espresse da tagli e stampe originali che creo io stesso; la combinazione dei due elementi ha dato vita ad una capsule collection giovane e contemporanea che secondo me ben combina i due marchi. Da un lato le stampe e le proporzioni circolari e amorfe ispirate all'orso Panda, mentre dall'altra stampe dalle linee di contorno sottili, mentre le silhouette e i tagli dei capi rientrano nell'estetica che è normalmente associata con il mio lavoro.

 

Poi a Super c’era anche la collezione a suo nome, giusto?
Sì, la seconda linea presentata a Super era la mia collezione per la f/w 2016-17, che è ispirata dal secolarismo e più in generale dai culti. Tre anni fa, come parte della mia tesi di laurea, ho disegnato una collezione che è stata ispirata dalla tensione tra la religione ebraica e la vita secolare, tensione che si è riflessa nella mia vita in quel momento. La collezione attuale si concentra sul mio laicismo e incorpora elementi delle fantasie del mondo BDSM, che considero una forma di culto. Nei pezzi ho integrato le mie interpretazioni di imbracature e altri componenti della sub-cultura S&M, come fessure e tagli nel tessuto, tute over erano accessoriate con cinghie di cuoio e anelli in metallo, poi la collezione comprende pezzi come T-shirt oversize sartoriali, camicie da sera, camicie Nehru (camicie con il collo alla coreana che ricordano quelle dei sacerdoti, ndr), pantaloni da completo, ma anche jeans e bermuda, fondendo elementi casual ed eleganti per creare una collezione coerente ed omogenea. 

 

Quanto pensa siano importanti fiere come Super per i giovani stilisti? 
Credo che fiere come Super siano molto importanti per i designer emergenti, al fine di espandere il proprio marchio e per raggiungere una maggiore varietà di acquirenti e rivenditori. Partecipare a fiere come questa è anche una grande opportunità di ricevere un feedback da parte dei buyer circa il design dei capi, la qualità ed il prezzo. 

 

Un momento, un ricordo dall'esperienza Super che desidera condividere con noi?
Il mio ricordo più bello di Super è stato quando ho incontrato gli altri finalisti del progetto Vogue Talents for Asia, ho incontrato alcuni di loro durante il mio viaggio in Cina e durante il mio precedente viaggio a Milano ed è stato così un grande piacere incontrare di nuovo tutti, abbiamo condiviso le nostre esperienze di giovani designer di moda e imparato a conoscere le rispettive culture, abbiamo trascorso tre giorni intensi insieme ed è stato piuttosto triste l’ultimo giorno dover dire addio a tutti. 

 

La sua definizione di eleganza maschile?
È elegante un uomo che ha fiducia in se stesso, che è consapevole di ciò che indossa, delle proporzioni del suo corpo e del suo modo di porsi. 

 

Progetti per il futuro?
Spero di presentare la mia collezione alla prossima edizione di Pitti Uomo. Vorrei anche riuscire a tradurre la mia estetica in una capsule collection per donna, espandere il mio marchio e renderlo facilmente raggiungibile per chiunque nel mondo apprezzi il mio stile. 

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