Design Teaser: Suzanne Susceptible

Fashion / Design By Stefano Guerrini
 

Finalista al prestigioso concorso “Who’s on next?” nel luglio 2012, la coreana Soo Jung Cha con il suo marchio Suzanne Susceptible, dopo aver sfilato ad AltaRoma a fine gennaio, ha portato una ventata di colori e di brio anche a Super, la nuova Fiera che si è tenuta durante l’appena trascorsa settimana della moda, un progetto di Pitti Immagine e Fiera Milano, in collaborazione con Comune di Milano/Assessorato Moda. L’arte sembra essere per la stilista il punto di partenza ispirativo, che si traduce sempre in uno studio delle forme, in una grande attenzione per le linee raffinate e le lavorazioni, in cui si fa notare il patchwork, e in abiti che vanno indossati e vissuti. La donna di  Suzanne Susceptible ama la qualità, non è un caso che i tessuti della collezione siano italiani. Abbiamo incontrato la designer per farci raccontare meglio le sue ultime collezioni.

 

Descrivici in breve la collezione p/e 2013.

Direi che è una collezione iperfemminile, che prende a prestito il caleidoscopio cromatico di Sonya Delaunay e lo porta ai giorni nostri. Una collezione dove uso moltissimo il patchwork, che è un elemento caratterizzante del mio stile che mi porto dietro fin da bambina, dove sono presenti tutti gli elementi portanti di una collezione estiva, camicie, abiti, gonne,shorts, capospalla leggeri, declinati in maniera gioiosa. Una collezione per una donna che vuole stupire divertendosi
 
Il must-have della collezione?
Per me è difficile scegliere. Un look più che un singolo capo. Direi la camicia a pois arancione in tessuto fil cupè con gli shorts verdi.
 
In poche parole come sarà l’a/i 2013-14?
Quando alcuni mesi fa mi sono trovata ad iniziare a progettare la collezione f/w 13-14 mi sono improvvisamente ricordata di un quadro di Chagall, “Il violinista verde”, che avevo visto qualche anno prima al Guggenheim di Bilbao. La collezione si ispira a quel quadro. Capospalla ampi e avvolgenti, pantaloni cubisti,maglie con forme decise, ma portabili, uso del patchwork composto da micro disegni jacquard. E poi è una collezione praticamente a chilometro zero, concepita e prodotta a Milano con tessuti provenienti dal comasco e dal biellese.
 
Un ricordo speciale legato a Super?
Non uno, ma direi due. Il momento in cui sono entrata con la collezione nel salone ancora semivuoto del palazzo delle scintille. Il fascino della struttura, il lavoro di quelli che stavano terminando gli allestimenti. Le collezioni dei designer che arrivavano stipate dentro valige e trolley. E poi i momenti in cui mi sono venuti a trovare nello stand persone care, che seguono questa collezione fin dall’inizio e non hanno voluto mancare di farmi sentire il loro calore.
 
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