Style Influencer @ Pitti

Fashion / Design / Graphics By Stefano Guerrini
 
Ci stiamo avvicinando all’8 gennaio e ad una nuova full immersion nello stile declinato al maschile delle proposte di Pitti Immagine Uomo. Firenze si riempirà di esponenti del fashion system, giornalisti e buyer, pronti a visionare le proposte per l’a/i 2013-14. Fra questi alcuni dei personaggi più autorevoli del settore, critici di moda, redattori importanti ed esponenti di un mondo che ora è assolutamente in prima fila, cioè il web. Li chiamano ‘influencer’, perché sono loro i primi a segnalare il nuovo, a sottolineare come sta cambiando il settore e il gusto, capaci di cogliere lo zeitgeist, lo spirito del tempo, scriverne nei loro giornali, nei loro blog o siti, interpretarlo nei redazionali fotografici. Incuriosito ne ho scelti 5 (che poi son sei, se consideriamo che un nome è in realtà un duo), fra quelli che abitualmente incontro a Firenze, fra quelli che meglio hanno con il loro lavoro rappresentato e raccontato lo stile maschile. Ho chiesto loro cosa li porta a Firenze, perché Pitti è un punto di riferimento così importante per il settore e cosa si aspettano dalla nuova edizione. Ne risulta uno scenario interessante, dove si sottolinea il ruolo del Made in Italy, di un nuovo Made in Italy, fatto di qualità e sapienza, ma anche di volti emergenti, già maturi per lasciare una impronta incisiva.
Eccovi cosa mi hanno raccontato Alessandro Calascibetta, Angelo Flaccavento, Simone Marchetti, il duo Real Nob, Gabriele Verratti.
 
PS: questo è il nostro primo incontro in questo spazio, mio dovere darvi un personale benvenuto, forse alcuni di voi mi conoscono già e seguono il mio percorso in altri canali e siti, oggi preferisco lasciar parlare voci prestigiose. Ci sarà modo e tempo nei prossimi mesi per conoscerci meglio. Se avrete voglia di seguirmi in questa avventura.

Stefano Guerrini  
 
 

Si avvicina una nuova edizione di Pitti Immagine Uomo. Cosa ti porta ogni stagione qui a Firenze, quale l'importanza di Pitti secondo te e cosa ti piace? E che cosa ti aspetti in particolare da questa edizione? 

Alessandro Calascibetta Direttore Moda Uomo Rizzoli
 
Pitti Uomo è una tappa indispensabile per gli addetti ai lavori ed è una fiera interessante anche per un eventuale visitatore che non appartiene in senso stretto al sistema: ci sono spunti e idee che si incontrano con design e architettura ed eventi straordinari anche per chi volesse approfondire aspetti più legati al marketing e alla comunicazione. Nelle ultime edizioni, Pitti Uomo ha felicemente accolto un buon numero di nuovi talenti che si sono distinti in termini di creatività e di maturità. Non si tratta di designer che cercano solo di sorprendere con effetti speciali, bensì di personaggi che hanno studiato e sperimentato e che, adesso, sono pronti per offrire qualcosa di nuovo al mercato. Detto questo, le aspettative per l'edizione di gennaio sono alte...
 

 

Angelo Flaccavento, critico di moda de Il Sole 24 Ore/Moda 24
 

Penso che il ruolo di Pitti come termometro e incubatore di un certo stile maschile - dalle radici classiche, ma le declinazioni inattese - sia fuori discussione. Pitti è un punto fermo nella mappa della moda contemporanea, e il ruolo è meritato. È la curiosità per vedere quel succede in giro - l'appeal internazionale e l'offerta cosmopolita sono uno dei plus di questa fiera - che mi porta una stagione dopo l'altra a Pitti Uomo: scoprire nuovi marchi, rivalutarne di vecchi, apprezzare i frutti di ricerche estetiche o sui materiali che si concretizzano nelle collezioni in mostra. Fin dalla nascita, sono particolarmente attratto da Touch, il padiglione che a mio avviso raccoglie il meglio della ricerca internazionale, espresso attraverso un classicismo off, totalmente fuori registro: marchi come Nanamica, Monitaly o gli italiani Barena e Camo. Da questa edizione mi aspetto parecchie sorprese: sono curioso di vedere cosa faranno Emiliano Laszlo, Emiliano Rinaldi, Andrea Pompilio. Lo show di Kenzo si annuncia polisensoriale, e questo già basta a mettermi sull'attenti. E poi c'è il mio ‘Vestirsi da Uomo’ insieme a thecorner.com: ho creato una installazione con un guardaroba maschile ideale, i cui pezzi saranno subito in vendita online su thecorner.com, accompagnando il tutto con un libercolo/vademecum che è insieme una guida e un esperimento astratto, per parole e immagini, sullo stile maschile oggi. Secondo me, certo: rimango un convinto relativista.

Gabriele Verratti Fashion Contributor di Grazia.it
 

Quando tutti vedono nero, specie in tempo di dolori finanziari, a Pitti Immagine Uomo ci si ricorda che lo stile dà colore alla vita e che noi italiani ci sappiamo fare davvero. Lungi da un facile campanilismo, avere una precisa percezione del proprio valore di Made in Italy è l'asso nella manica per un sistema che gioca su un'agguerrita scacchiera mondiale. Un'identità che si rafforza senza rinchiudersi in una nicchia, ma grazie al confronto con il meglio dei marchi esteri. Poi, per me, Pitti è anche la vetrina troppo spesso negata ai talenti più giovani. Mi incuriosisce molto l'iniziativa di Alternative Set, già inaugurata nella scorsa edizione con eventi temporanei e installazioni promosse dai designer di ultima generazione. È un modo di comunicare la moda che sa di arte, una cartina tornasole che rivela il presente (e il futuro) della creatività. 

Simone Marchetti Fashion editor Repubblica.it & D.Repubblica.it
 

Pitti Uomo è un appuntamento irrinunciabile per capire l'evoluzione dell'abbigliamento maschile e, più in generale, il mercato della moda. Visitando i padiglioni della parte classica, si avverte subito il nascere delle nuove tendenze o l'affermarsi di quelle già in circolazione. È poi un'occasione fondamentale per parlare con gli addetti ai lavori, dagli amministratori delegati agli imprenditori, e capire come sta cambiando il mercato e quali sono le migliori strategie da adottare a riguardo. Per quanto riguarda le novità, invece, trovo che a Pitti Uomo si trovano sempre piccole collezioni di prodotto davvero interessanti per qualità creativa e prezzo, caratteristiche fondamentali per il mercato contemporaneo dei beni di moda. Quest'anno sono molto curioso di scoprire cosa faranno tre guest star: i primi sono i due creativi di Opening Ceremony che qui organizzeranno un grande evento per Kenzo; il secondo è un italiano che stimo molto, Andrea Pompilio, uno dei pochi designer ad aver raggiungo velocemente successo e fortuna in un segmento difficilissimo, quello maschile. Il concorso Who's on Next è sempre interessante, anche se trovo che i giovani oggi rischiano derive troppo creative e un filo fuori dal tempo, perdendo di vista la contemporaneità. Firenze e il Pitti, comunque, restano un esempio brillante, una punta di diamante nel panorama italiano, una lezione su come si organizza oggi una fiera di settore, su come si coinvolge una città, su come vanno stimolate le istituzioni e valorizzati i patrimoni del nostro paese. Non smetterò mai di ripeterlo: vorrei vedere lo stesso slancio anche a Milano durante le edizioni delle sfilate maschili e femminili. È ora di imparare da questo incredibile palcoscenico industriale, creativo e culturale.

Real Nob Leonardo Iuffrida and Alessandro Mancarella (http://realnob.blogspot.it/)
 
Andare ogni stagione a Pitti significa rinnovare le promesse con le nostre passioni. Per tutti gli amanti della moda Pitti rappresenta la vetta più alta dalla quale godere del più vasto e ampio panorama possibile in termini di stile. Grazie alla selezione dei marchi presenti, questa fiera dimostra sempre di essere l’anima più fulgida e vitale del mercato di settore, il palcoscenico in cui spirano i venti dell’eccellenza, della qualità e del valore. Ma ciò che rende questi appuntamenti dell’anno a Firenze davvero eccezionali è l’incontro con i brand emergenti, ossigeno che alimenta il fuoco della moda nonché fulcro privilegiato della nostra attenzione. Le sponde in cui scorre la linfa più giovane e prorompente di Pitti sono in assoluto Who’s on Next, concorso promosso da Vogue, e gli Alternative Set. Accostarsi a queste rive ed inebriarsi delle nuove correnti provenienti dalla moda è un imperativo morale per chiunque voglia farsi sentinella dei mutamenti della società. In particolare grazie agli Alternative Set, efficace formula di presentazione fuori dalla cornice dei canonici stand, l’abito magicamente da prodotto diventa esperienza. Qualche istruzione di base a fungere da canovaccio e la moda semplicemente “accade”, interagendo con l’improvvisazione dei performer e lo stupore dei casuali passanti-spettatori. Memorabili gli “happening” di Camo e Luca Larenza, che attendiamo anche quest’anno con grande trepidazione. Senza contare la sfilata di Erïk Bjerkesjö, designer vincitore della scorsa edizione di Who’s on Next. Cosa ci aspettiamo dal futuro? Che soprattutto in questo periodo di fragilità economica e culturale la moda continui a farci sognare, come Firenze durante Pitti ha sempre fatto. E fino ad ora non siamo rimasti mai delusi. 
 
Social