Fashion and Art: la parola agli insider della Moda

Fashion / Graphics / Photography By Stefano Guerrini
Federico Rocca, fashion editor style.it
 

Artista preferito? 

La "leziosità" raffinatissima di Alfons Mucha, l'intimità di Silvestro Lega, la luce di Vermeer, il genio assoluto di Francis Bacon, l'ansia di Cy Twombly, l'amara ironia di Damien Hirst, la sintesi di Alberto Burri, le favole di Rousseau il Doganiere. Il preferito non esiste. Esistono i primi che vengono in mente. E se sono i primi un perché ci sarà.

Opera d'arte preferita? 
“L'isola dei morti” di Arnold Böcklin (in tutte le sue versioni). C'è una serie di domande inquietanti in quest'opera, e forse ci sono anche le risposte ad esse. Risposte non meno inquietanti. Che ore sono? L'alba o il tramonto? Perché quegli alberi sono così fitti? Chi c'è ad aspettare sull'isola? E gli altri dove sono?

Designer preferito? 
Anche in questo caso, difficile scegliere "il" designer tra "i" designer. Ann Demeulemeester è il primo nome che mi verrebbe spontaneamente da dire. Amo i designer coerenti con un'estetica ben precisa e riconoscibile (vogliamo dire "stile"? diciamolo, non è una parolaccia. ma anche "gusto" va bene, anzi forse meglio). Quello della designer belga è molto affine al mio. Mi piace indossarla, in sostanza. Mi fa sentire a mio agio, che non è affatto poco. Lo stesso dicasi per Rick Owens, Dries van Noten, Damir Doma. In senso assoluto, riconosco il valore, nel womenswear, di Alber Elbaz, Tomas Maier, Haider Ackermann, Phoebe Philo. Limitarsi ai viventi e in attività limita gli imbarazzi.

Un momento legato alla moda che ti ha segnato?
L'intervista che ho fatto a Piero Tosi, leggendario costumista di Visconti, per il mio libro su Silvana Mangano. Un genio, la storia, il Cinema. E ancora una volta l'idea che ascoltare i vecchi (anziani è un termine orrendo, grondante di ipocrisia) abbia un senso. Specie in un momento in cui il nuovo - come valore assoluto, sganciato, astratto da qualsiasi altra connotazione - pare essere la panacea per tutti i mali.

Arte e Moda. Che legame hanno?
Possono essere esattamente la stessa cosa. Ma possono anche essere agli antipodi. La moda, a mio parere, deve essere anche e soprattutto abbigliamento: mi intriga molto la ricerca di un equilibrio possibile tra estetica e realtà, concretezza, portabilità. Ma penso anche che la moda, quando si spinge oltre i limiti - come nel caso di McQueen, Margiela, il miglior Chalayan e via dicendo - sia forse la forma più "pura" di arte degli ultimi decenni. Se la gioca col cinema, ecco, mettiamola così.
 
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