Post Pitti? La parola ai web influencer

Fashion / Music / Design / Graphics / Photography / Performance By Stefano Guerrini
 

Cosa rimane dopo una fiera come Pitti? Dopo quattro giorni intensi, fitti di incontri e appuntamenti, presentazioni e sfilate e tante collezioni viste, rimangono suggestioni e tendenze, marchi e nomi che ci hanno colpiti, percorsi che vale la pena di sottolineare. Abbiamo chiesto a un gruppo di giornalisti e fashion writer, ospiti fissi da alcune stagioni di Pitti Immagine Uomo e particolarmente attenti nel cogliere le novità e la qualità in un mercato vasto, che cosa gli sia piaciuto in particolare di questa edizione. Ecco cosa ci hanno risposto!

 

Real Nob, Leonardo Iuffrida & Alessandro Mancarella, blogger http://realnob.blogspot.it/
 

Il giro del mondo maschile in 4 giorni. Anche quest’anno Pitti ci ha regalato grandi emozioni, aprendo le porte verso nuovi e inattesi percorsi dello stile. Sospinti dai venti che spirano da Oriente, ci siamo imbarcati in un viaggio in Turchia, guest nation di questa edizione estiva per la p/e 2014, rappresentata dagli straordinari designer Niyazi Erdoğan, Hatice Gökçe, Emre Erdemoğlu, Zeynep Tosun, Aslı Filinta, Elif Cığızoğlu e Deniz Kaprol con accessori di RUMISU. Ma non solo, dalla Turchia arriva anche Serdar Uzuntas, talentuoso designer che, tra schizzi d’acqua e modelli dai muscoli guizzanti, ha presentato una collezione fresca e grintosa che sembra fatta coi colori del cielo. Sempre rimanendo su lidi marini, Stefano Ughetti per Camo ha realizzato capi raffinati, ispirati al suggestivo paesaggio floreale di Biella. Mentre il marchio 1st pat-rn ci ha fatto respirare un’atmosfera sahariana da primi del Novecento. Più che meritato il premio del concorso Who’s on Next assegnato agli italianissimi Superduper Hats, trio dall’eccezionale estro creativo, ormai famoso per gli impeccabili cappelli dal gusto retrò. Del bel paese, ma trasferitosi a Londra, è Matteo Molinari, astro nascente di una eleganza maschile in versione couture. Invece, verso la California e gli anni novanta ci ha fatto volare MSGM, con capi in Tie-Dye e cromie incandescenti. Il più importante souvenir di questo entusiasmante viaggio per le strade dello stile? La voglia di  colore, il coraggio di osare.

 
Lucia Del Pasqua, fashion writer ( shopping map fra gli altri), blogger per style.it e per http://www.thefashionpolitan.com/
 
Quando si tratta di dare un giudizio su Pitti Uomo ho la mia “formale” risposta fissa: “È sempre un piacere”. Lo è perché, a parte gli uomini in giacca e cravatta in cerca di scatti facili piantati sul muretto dell’ingresso principale con 40 gradi di temperatura percepita, si mettono in moto i sensi. Ovvero si respira aria fresca, nel senso metaforico ovviamente, si da cibo agli occhi, si chiacchiera con buyer, blogger, stilisti, creativi, fino a consumare la lingua, si cammina fino a non sentire più le gambe, e ci si diverte, perché non c’è stress come alla Fashion Week, per esempio, e perché nessuno scappa, gli stand stanno bel piantati lì per ben quattro giorni. Di cose interessanti ne ho viste molte, a partire dalle maglie realizzate con le fibre di latte parzialmente scremato, intero e di riso di DueDiLatte, che oltre ad avere la particolarità del materiale, hanno anche quella del concept creativo: ogni T-shirt ha infatti una stampa legata alla Toscana, che può essere la cartina dei vini o la rappresentazione grottesca delle cave di marmo di Carrara. Poi, che piacciano o no, ma sicuramente colpiscono (tutti, non solo me), ci sono gli zaini di Not of this Earth, accozzaglie trash e kitch di peluche, gomma e qualche altro materiale abbastanza a caso. Sono sicura che li vedrò presto fuori da qualche Fashion Week. E poi: i pantaloni PT con gli interni cartoon o con le stampe di biciclette (la bici è una mia fissa), gli zaini dal design pulito ed evergreen de Il Bisonte, le pantofoline con il pattern della carta da imballaggio (quella che scoppia) di Verba e infine le cravatte e le pochette di Kinloch, con le stampe di galline e di lottatori di sumo. 
Marta Casadei redattrice lifestyle di Rivista Studio e contributor de Il Sole 24 Ore e Vogue.it
 

Pitti è un appuntamento imprescindibile per tutti gli addetti ai lavori del settore moda e l'edizione numero 84 non è stata da meno. La fiera ha confermato la propria centralità come vetrina internazionale dedicata alla moda uomo, con piccole e medie imprese del made in Italy in primo piano, ma anche come piattaforma d'eccezione per i giovani talenti. Personalmente ho apprezzato il progetto Pitti Italics, pensato proprio per dare uno spazio di alto livello alle giovani griffe: MSGM, che si sta affermando stagione dopo stagione come un'etichetta italiana all'avanguardia, ma anche Aquazzura e Stella Jean che a Pitti ha presentato la sua prima collezione menswear. Supportare le giovani generazioni di designer, dando loro la possibilità di mostrare le proprie creazioni ad un pubblico di buyer e giornalisti internazionali, è fondamentale. Lungo la stessa direttrice si inserisce anche Who is On Next che ha premiato in quest'edizione collezioni che abbinano alta qualità dei prodotti a design impeccabile come i cappelli fatti a mano di Super Duper Hats e le scarpe dei CasaMadre. Una menzione speciale merita  l'esposizione “Gentlemen of Instanbul”: si tratta di un progetto realizzato in collaborazione con la principale associazione del settore tessile-moda della Turchia, guest nation dell'84esima edizione di Pitti, e con la Camera della Moda turca. Sette giovani talenti turchi hanno portato a Pitti le loro collezioni: attraverso questi capi hanno cercato di raccontare il senso dello stile e il know how manifatturiero che fanno della Turchia un player importante a livello mondiale. Importante e, soprattutto, in crescita.

Barbara Tassara, giornalista moda & lifestyle Uomo Collezioni
 
'Metropolitan chic' per definire il nuovo vestire maschile, funzionale e rilassato, ma curatissimo, ideato per la vita di città, il viaggio, la serata dopolavoro o il weekend. Come suggerisce il designer inglese Tom Dixon con la sua edizione limitata di capi e accessori per Y3 (Yohji Yamamoto): “Bisogna essere preparati a passare dai party notturni ai meeting della mattina e un capo deve sapersi adattare a situazioni multiple”. Gli abiti e capospalla versatili prodotti da Lardini con il designer Gabriele Pasini, le giacche Boglioli, i pantaloni eco-friendly Haikure ispirati all'arte o coi fiori, gli immancabili giacconi navy di Baracuta. Avanguardia e tecnologia nel denim da G-Star Raw, per le sneaker 'Tartan Rock' BBWashed by Bruno Bordese, negli accessori in neoprene giallo e arancio di Momo Design dedicati ai motobiker. Fascino heritage contemporaneo per i comodi zaini '50s di Eastpak in tela militare e fantasie camouflage e nella linea The Bridge dedicata ai business traveler. Mischia in campo, arrivano per l'estate i nuovi pantaloncini mare e sport Hawaiki, indossati da rugbisti professionisti, e i boardshort Quicksilver Original che hanno fatto la leggenda del surf.
 
Sara Moschini, fashion editor grazia.it
 
Dopo tante edizioni di Pitti Immagine Uomo potrebbe sembrare difficile trovare cose nuove di cui parlare, o anche solo esprimere lo stesso entusiasmo di fronte a una nuova scarpa stringata, e invece no. Non è così, perché tornare a Pitti è ritrovare vecchi amici che mostrano con entusiasmo il loro aspetto reinventato, e scoprirne di nuovi, quelli che ti fanno sobbalzare tra uno stand e l'altro pigolando: "Voglio quella camicia!". È quello che mi è successo passando accanto alle stampe con uccellini ton sur ton del brand giapponese Saint Paul, promotore di un casualwear dal gusto preppy che conquista al primo sguardo, ed è quello che è successo ancora sbirciando nello stand di Masaki Kyoko. Tessuti soffici e tonalità delicatissime tra camicie a maniche corte, shorts e T-shirt in filati preziosi da indossare subito per una primavera fresca e colorata. Pensando invece alle vacanze (in questo momento è difficile avere altro in mente!) mi hanno particolarmente colpito i costumi di Poche, che si basano sulla semplice, ma efficace, idea del taschino stampato, per evitare gli eccessi che, anche in spiaggia, non fanno mai bene alla salute del nostro stile, e molto simpatica anche la proposta dei ragazzi di Oybō , che "brevettano" il calzino spaiato, trasformando una distrazione in vezzo fashion appena percettibile. Nella categoria "vecchi amici ritrovati" la menzione d'onore va a due brand che da un paio di stagioni io e il mio collega Gabriele seguiamo con interesse: gli inglesi di Smith-Wykes, con il loro guardaroba maschile raffinato e minimal, e i ragazzi di Orley, che ci conquistano ogni volta con i loro grafismi retrò degni di un film di Wes Anderson. Ed è proprio grazie a brand come questi o grazie a ragazzi italiani giovani come 11/un-dici (avete visto le loro camicie stampate Boys & Girls? Noi le abbiamo scovate allo Showroom Brini Firenze, perché il capoluogo toscano offre tanto anche fuori Fortezza da Basso, durante i giorni della Fiera) e Two Italian Boys (il cardigan con la torta ricamata è già un mio must have personale) che stagione dopo stagione è sempre un piacere tornare a Firenze, sfidando i 40 gradi estivi o i 2 gradi invernali, e scoprire cosa la moda uomo ha in serbo per noi.
 

 

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