Design Teaser: SuperDuper Hats

Fashion / Design / Graphics / Performance By Stefano Guerrini
 

Da alcune stagioni Matteo Gioli, Ilaria e Veronica Cornacchini, ovvero i SuperDuper Hats, sono una delle presenze più apprezzate degli spazi del Touch a Pitti Uomo a Firenze, e se nelle ultime stagioni si è notato un netto ritorno del cappello nel guardaroba maschile, e non solo, si deve anche alle loro proposte che sanno miscelare giusti rimandi retrò, con istanze, idee e vestibilità totalmente contemporanee, oltre ad una ricerca accurata e interessante di forme e tessuti. Speciale per loro l’ultima edizione della fiera fiorentina, perché finalisti del concorso ‘Who’s on next? Uomo’, ne sono poi risultati vincitori, a pari merito con Casamadre, con grande gioia dei molti fan del marchio. Li abbiamo incontrati per capire meglio cosa li lega a Pitti e saperne di più sulle nuove proposte targate SuperDuper Hats

 
Come siete arrivati a Superduper Hats e perché avete optato per gli accessori? 
SuperDuper Hats nasce nel 2010 quasi per gioco. Nessuno di noi aveva pianificato questo percorso. Nasce dalla curiosità per una forma di legno utilizzata per fare cappelli trovata ad un mercatino e da una personale passione per questo accessorio.
Una lunga gavetta passata a bussare alla porta di anziani artigiani ci ha portato fin qui.
 
Il must have della collezione a/i 2013-14? 
É sicuramente il mercurial hat,il cappello componibile e trasformabile grazie ad una zip.
 
Ci raccontate la collezione p/e 2014 presentata a Pitti? Ci sono molte diramazioni o sbaglio? 
La nuova collezione uomo s/s 2014 si ispira all'Hobo, al vagabondo, figura che nell'immaginario rappresenta il viaggio, l'avventura e la ricerca interiore. Per raccontare questa sottocultura ci siamo affidati a colori sporchi e paglie cotte dal
tempo che si intrecciano attorno a forme forti e decise. L'accostamento tra
materie prime ormai introvabili e tessuti martellati creano uno scenario dove idilliacamente tutto si bilancia. Ogni cappello dà e prende forza da un altro senza mai perdere la propria identità.
 
Il vostro legame con Pitti? Quale l’importanza di una fiera come questa? E il ricordo più bello legato alla vostra partecipazione a “Who’s on next?”?
Il nostro legame con Pitti é senza dubbio molto importante. Pitti é stata la prima fiera che ha creduto in noi e ci ha dato modo di presentare la nostra prima collezione, offrendoci la possibilità di entrare in contatto con un pubblico internazionale. Pitti quest'anno é stato ancora più speciale perché abbiamo vinto a pari merito con Casamadre il concorso Who is on next?. É stato davvero un momento prezioso per la crescita del nostro lavoro avere la possibilità di confrontarci con una giuria così prestigiosa. Senza dubbio il ricordo più bello del concorso é stato abbracciarci nel momento in cui abbiamo saputo di essere i vincitori.
 
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