DesignTeaser: Matteo Molinari

Fashion / Design / Performance By Stefano Guerrini
 

Finalista alla più recente edizione maschile di “Who’s on next?”, tenutasi lo scorso giugno a Firenze, durante Pitti Immagine Uomo, Matteo Molinari, dopo una Laurea in Comunicazione e un Master in Filosofia del linguaggio e Semiotica, entrambi ottenuti all’Università degli Studi di Bologna, un Master in Fashion Design e Technology al London College of Fashion, che ha reso più chiaro il suo percorso nel mondo della moda, è approdato ad un marchio a suo nome nel 2011. La linea prevede una grande ricerca sulle tecniche handmade, dell’uncinetto, su quella craftmanship che affonda le sue radici nella tradizione sartoriale italiana, ma la visione estetica dello stilista, lontana da atmosfere retrò, comprende linee pulite, essenziali, e input ispirativi internazionali e da mondi anche molto lontani dal fashion world. Come ci spiega in questa intervista incentrata sulle sue ultime collezioni.

 
Descrivici in breve la collezione a/i 2014.
Tailoring tradizionale sposato a suggestioni late Seventies/early Eighties. Un novello David Bowie che lascia la vecchia Europa per vivere a Los Angeles sotto le spoglie del Thin White Duke e indossa completi sartoriali, camicie di voile e popeline di cotone con colli a fiocco, lunghe mantelle di lana lavorate ai ferri o arricchite da trecce. Maglieria in cashmere o merinos con dettagli di trecce tubolari. Ampi pantaloni palazzo a vita alta in contrasto con spencers e camicie dai tagli precisi.

Il must-have della collezione?
Must-have dalla collezione a/i è la mantella sartoriale in feltro di lana misto cashmere.
In poche parole come sarà la p/e 14? Da quale input nasce?
La collezione è basata su tre elementi: tailoring, uncinetto fatto a mano su una base di catena metallica e maglieria hand-made. L'ispirazione viene dai cortometraggi di Kenneth Anger, nello specifico “Scorpio Rising”, dal quale confluiscono le immagini della sottocultura biker anni '70 nella sua interpretazione più queer.
 
In generale da cosa arrivano le ispirazioni per il tuo lavoro?
Arrivano dalle interazioni con le persone che frequento in due ambienti ben diversi: club-culture e queer underground a Londra dove vivo da anni e i pomeriggi passati in Veneto con le mie signore a fare all'uncinetto e a maglia parlando di gossip.

Un ricordo speciale legato a Pitti?
L'incontro con Franca Sozzani e la fantastica occasione per parlarle del mio lavoro e mostrarglielo.
 
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