Design Teaser: Ortys

Fashion / Design / Graphics / Photography By Stefano Guerrini
 

Non è nuovo a collezioni femminili piene di vita e di colori, all’insegna della stampa e degli accessori e proprio con l’inizio del 2014 ha preso forma il suo nuovo progetto Ortys, presentato ufficialmente a Pitti W, spazio dell’importante fiera fiorentina dedicato alle proposte donna. Antonio Neroni propone una linea lontana dai minimalismi estetici, capace di esprimere e unire input creativi anche molto lontani fra loro, in questo il designer è aiutato dalla sua compagna Federica Noce, che si occupa specificatamente della bigiotteria. Vi presentiamo una delle novità che più si è fatta notare all’ultimo Pitti e che parteciperà anche alla prossima edizione di Super a Milano.

 
Ci racconti le caratteristiche principali di questo nuovo progetto?
Un fortissimo amore per gli anni 70. ORTYS nasce proprio dalla mia passione per i pattern e per il bel design italiano di quel decennio, tutto poi rielaborato per ossimoro dandogli un tocco di modernità. È una collezione semplice fatta di pochi pezzi, ma di tante stampe che girano su ogni capo e si arricchiscono di bijoux fatti a mano che vogliono regalare tanta luce ai capi.
 
Descrivici in breve la Collezione a/i 2014.
La collezione prende ispirazione dal design di Achille Castiglioni e si scontra con i
quadri del suprematista russo Malevich. Un percorso un po’ delirante e senza apparenti punti in comune, ma sul mio moodboard ho saputo ricollegare le immagini creando un asse italo-russo che mostra colori piatti e puri su forme armoniche che giocano ad incastrarsi. Un allure malizioso mai austero e molto metropolitano. 
 
Quale il must-have della collezione?
Sicuramente per quanto riguarda i bijoux la collana MOSS composta da dischi di resina in cui viene inglobato del muschio vero tinto con delle vernici all’acqua. Per l’abbigliamento una cappa in panno di lana doppiata con del crepe stampato all-over totalmente reversibile. 
 
Da cosa arrivano le ispirazioni per il tuo lavoro?
Sinceramente dal quotidiano. Faccio molte foto, ho l’iphone che ogni due settimane mi implora di cancellare qualche immagine altrimenti implode.  Seguo le tendenze, leggo molti magazine, ma analizzo solo le macro aree di mercato e cerco di rendere la mia concezione di moda in linea con le richieste del pubblico. Essenzialmente è un lavoro molto poco “onirico” e molto più di “marketing”.
 
Un ricordo speciale legato a Pitti W e cosa ti aspetti da Super?
L’atmosfera mi ha fatto innamorare del Pitti W e spero, ma ne son certo, che sarà la stessa cosa per quanto riguarda Super. Si respira un aria di gioia…mentre sei nel tuo stand e vedi passar la gente, cogli volti sorridenti ed entusiasti e questo mette la carica e rende tutto positivo. Soprattutto mi fa pensare che l’Italia è una nazione che si deve e si può solo amare!
 
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