Waiting for Pitti Immagine 86

Fashion By Stefano Guerrini
 


Al via una nuova edizione di Pitti Immagine
, l’ottantaseiesima per la precisione, in arrivo a Firenze buyers, giornalisti e web-influencer per quella che dagli eventi e dalle manifestazioni annunciati si preannuncia come una tappa imperdibile per il fashion system. In questa vigilia, a pochi giorni dall’inizio della fiera più importante in Italia, e nel mondo, legata alla moda maschile, abbiamo raggiunto alcuni addetti ai lavori per cogliere nelle loro parole l’atmosfere di Pitti e cosa nel passato li ha colpiti. Abbiamo posto loro la domanda: “Un ricordo particolare legato a Pitti Immagine Uomo? Un momento che ti è rimasto nella memoria?”. Ecco le risposte, che confermano la considerazione e la grande stima di cui gode Pitti Immagine.

Simone Marchetti, fashion editor La Repubblica, Repubblica.it, D.Repubblica.it
L'installazione di Hedi Slimane per Dior Homme alla Stazione Leopolda: una delle cose più belle viste a Pitti Uomo. La sfilata coloratissima di Raf Simons per Jil Sander alla Gamberaia. La collezione estiva di Maria Grazia Chiuri e Pierpaolo Piccioli per Valentino uomo alla Limonaia Zanobi del 2012. Le camminate notturne per la città, dopo gli eventi serali, mentre torno verso il mio albergo per scrivere gli ultimi articoli della giornata.
 

Cristina Manfredi, caposervizio Vanity Fair Italia
“Direi che il primo momento che mi viene in mente, ed è rimasto indelebile nella mia memoria, è stata la sfilata di Raf Simons per Jil Sander. Quella mattina il tempo era stato davvero tremendo, una brutta tempesta si era abbattuta su Firenze, ma poi tutto si era placato. La sera, proprio quando la sfilata all’aperto stava iniziando, il cielo è diventato più scuro minacciando rovesci e dopo poco sono iniziati i tuoni. Non c’è stata una goccia per tutto lo show, accompagnato però da questi lampi che regalavano un’atmosfera quasi cinematografica, una pioggia fine ha accompagnato l’uscita finale dei ragazzi, rendendo il tutto più romantico. Ricordo ancora quando siamo scesi a congratularci con Raf Simons,  che ci ha accolto con molto calore, proprio forse per il momento adrenalico accresciuto dalle minacciose intemperie.”
 
Gabriele Verratti, fashion editor grazia.it
"Era da poco terminata la sfilata di Emiliano Rinaldi a Palazzo Gondi. Nel guadagnare l'uscita resto affascinato dal camino del salone. Un focolare rinascimentale, con fregi e rilievi che riconosco come figure di Ercole e Sansone. «Le piace?», mi chiede una signora elegante dai modi affabili. «È in pietra serena. Una scultura unica di Giuliano da Sangallo». Le rispondo che sì, sono assolutamente estasiato, ma... «Scusi, lei chi è?». «Sono la padrona di casa». Un modo piuttosto singolare per conoscere la marchesa Vittoria Gondi, moglie di Bernardo, discendente di una famiglia che Dante cita già nei versi del suo Paradiso. Ma a Pitti le sorprese non mancano mai!"
 
Andrea Tisci, fondatore e blogger di www.fashionancien.com
"Un ricordo di Pitti Immagine? Pitti Immagine è di per sè un ricordo, un' esperienza unica che si avvolge di un alone di frenesia e curiosità. Conoscere marchi nuovi, scoprire i valori radicati in quelli noti. Pitti, vuol dire trovare ogni volta un nuovo stimolo, una fonte inesauribile di momenti che non si possono ridurre ad uno, poichè ognuno di questi attimi diventa la pennellata che da forma all'opera viva di Fortezza da Basso. Vivere in "pochi" metri quadrati le esperienze di artigiani storici, come ad esempio l'arte e l'amore per il coccodrillo raccontata nello stand di Giosa, oppure lasciarsi ammaliare da nuove idee e progetti romantici, ricchi di sogni lontani che hanno il profumo della nostra Italia, come mi capitò di scoprire con i foulard di Kinloch. Ancora mi viene in mente l'orientale profumo e la moderna dinamicità che veste StudioPretzel, che fu in grado di farmi rivivere l'amore per il Sol Levante. Tutto questo, e molto altro lo si può vivere a Firenze, in pochi concentrati giorni, che sanno rimanere costanti nella memoria."
 
Miguel Vieira, menswear blogger, fondatore di http://beyondfabric.tumblr.com e fotografo street style 
“Credo che per me la parte più interessante di Pitti sia la materializzazione effettiva delle proprie personali fantasie. Come fashion blogger sono sempre attento a mantenermi aggiornato sulle icone di stile e sulle personalità della moda, ma facendolo da lontano è quasi come se tutto questo fosse un mondo fuori dalla nostra portata. A Pitti si ha la possibilità di incontrare realmente di persona queste icone, scambiare idee e mostrare il proprio lavoro, che è uno degli aspetti più eccitanti. Un evento il cui ricordo rimarrà sicuramente con me per sempre è stata la mostra curata da Angelo Flaccavento, dove oltre ai pezzi esposti, il dibattito che ne è seguito impegnava le maggiori personalità di moda e giornalisti in un brainstorming eccezionale. Ha cambiato da allora la mia prospettiva sul blog e sul brand marketing e mi ha permesso di avere un approccio diverso al mio lavoro.”
 
Luca Imbimbo, italian editor Fucking Young!
“D'abord l'émotion! Ensuite, seulement, la compréhension!”, soleva dire Paul Gauguin riferendosi alle sue “creature”... Ebbene, questa è una di quelle regole che tento sempre di seguire, anche nel lavoro. Il Pitti, la sua cornice, la città di Firenze hanno da sempre esercitato un fascino particolare sulla mia persona. Condensare dunque in un unico episodio quelle che sono le emozioni vissute nel corso degli ultimi anni non è cosa semplice. L’incontro con i giovani talenti, lo stupore dinanzi all’originalità di alcuni, la MAGNIFICENZA del made in Italy.
Certamente, e potrà apparir banale, uno dei momenti che ricordo con maggior piacere è l’intervista con Andrea Pompilio durante l’edizione numero 83. Era la mia prima volta al Pitti in qualità di editor per l’Italia di Fucking Young! e, probabilmente, anche la prima intervista in assoluto per il magazine. Era la prima sfilata di Andrea – all’interno del circuito Pitti Italics – dopo la vittoria nel mese di giugno di “Who is on Next?”. Ci siamo incontrati alla Stazione Leopolda, nel backstage. Lui trafelato, io forse troppo energico. Abbiamo chiacchierato amabilmente, senza inibizioni. Mi ha mostrato la collezione che di lì a poco avrebbe calcato la passerella. Ci siamo salutati. Il resto è storia, la mia.
Se me lo consenti caro Stefano, ti chiedo però di poter aggiungere quello che più che un momento potrebbe ormai essere considerato una consuetudine. Mi riferisco alla visita allo stand degli amici T Michael e Alexander Helle del brand Norwegian Rain. Ringrazio ancora il caro Darrel Hunter per averci presentati. Sin dal primo incontro sono stato affascinato dalla loro visione della moda, insieme classica e innovativa. Un approccio diversamente commerciale il loro, mai banale. La personale capacità di reinventare un indumento a tratti antipatico come l’impermeabile, trasformandolo in trasversale oggetto del desiderio, è ammirevole. Sono riusciti a rendere l’incessante pioggia di Bergen (città d’origine del marchio) una piacevole avversità metereologica. Sono, lo ammetto, irrimediabilmente attratto dalla cultura nordeuropea e dall’essenzialità del loro design.
Non aggiungo altro, penso di aver già detto troppo…Auguro a te e a tutti voi un buon Pitti-Pong!”  
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