Design Teaser: Marco Betti e la sua linea MOBI

Fashion / Design By Stefano Guerrini
 

 

Una collezione minimale, pulita, senza orpelli, dove la ricerca si concentra sui materiali usati, sulle tecniche innovative di costruzione della scarpa. Qualità e spirito contemporaneo, che fanno delle calzature Mobi un oggetto del desiderio e hanno portato la collezione e il loro creatore, Marco Betti, fra i finalisti di “Who’s on next?”. Betti non avrà vinto questa edizione del prestigioso concorso voluto da Pitti Immagine e L’Uomo Vogue, ma sicuramente le sue calzature dalla forte personalità, ma lontane da eccentricità e trend passeggeri, hanno conquistato un nuovo pubblico, non solo di addetti ai lavori. Il designer ci racconta della linea, che porta avanti parallelamente al suo impegno con un altro famoso brand di moda, in questa chiacchierata raccolta proprio a chiusura dell’ultimo Pitti Immagine.

Come se arrivato ad un marchio tuo?
Mi occupo di sviluppo prodotto calzature ormai da quasi sette anni. Parallelamente al lavoro svolto all'interno di differenti brand (attualmente sono Product Manager Shoes & Bags di Neil Barrett) volevo dare sfogo finalmente alla mia visione estetica, sviluppando una mia collezione di calzature. Credo sia stato un processo fisiologico all'interno del mio percorso lavorativo. Il confronto fatto tramite il lavoro all'interno di una grande azienda di moda è sicuramente importante, ma totalmente differente rispetto al confronto che si ha quando si mette la propria faccia e il proprio nome in un progetto.
 
Ci racconti la collezione per l'a/i 2014-15?
La collezione a/w 2014-15 è la mia seconda collezione. Il titolo è "Once I was a dandy", parla di un 45enne dandy inglese che, vivendo la crisi economica del 2014, prende dalla soffitta le vecchie scarpe di pelle rovinate e per "rattopparle" utilizza le ricche fodere inglesi dei suoi abiti o copre i buchi delle suole con degli inserti in gomma, il tutto sviluppato su tre modelli unisex: derby, penny loafer ed un chelsea boot.
 
Quali invece le caratteristiche principali di quella che hai portato a Pitti per la p/e 15?
Delle mie prime tre collezioni sicuramente quella che rappresenta maggiormente il mio carattere è proprio quella che ho avuto la fortuna di portare a Pitti. Essenziale, contemporanea ed artigianale. Quattro modelli unisex (derby, derby con elastico, penny loafer ed una slip on in stile Vans), due pellami (una grana naturale ed un mezzo vitello con finishing gommato), 3 colori (bianco, nero e nude) ed un'unica suola costruita in micro e cuoio con una piantella in gomma ed un doppio guardolo, in cuoio e micro.
 
Quale il must have della collezione?
Sicuramente i modelli con il gioco di color blocking (bianco, nero e nude sulla stessa scarpa) e con l'utilizzo di entrambi i pellami. Riescono in maniera sintetica ad esprimere il tema della collezione s/s 2015 (“Life & Death”) e danno in maniera completa piena espressione del DNA del brand.
 
Da dove arrivano le ispirazioni per il tuo lavoro?
Non cerco le ispirazioni per il mio lavoro su libri o dopo aver visto una mostra. Credo che per essere un creativo si debba avere anche la capacità di esprimere pezzi di vita vissuta attraverso i propri prodotti (qualsiasi essi siano). Detto questo nelle mie collezioni per quanto ci sia sempre un'ispirazione apparentemente lontana, non racconto nient'altro che miei personali momenti di vita vissuta, che ho voglia di condividere con le persone attraverso una collezione di scarpe.
 
Un ricordo legato alla tua partecipazione a WION?
Sono arrivato a WION a dire il vero alquanto incredulo. Non avrei mai immaginato di riuscire ad arrivare fin li. Detto questo, ho tanti ricordi positivi e devo dire che aver potuto partecipare ad una manifestazione cosi importante è stata sicuramente un'esperienza indimenticabile. Il confronto con la press, con i giudici del concorso, aver conosciuto altri cinque giovani brand che come me si stanno sforzando di portare avanti un proprio sogno...tanti ricordi di un'esperienza che spero sia solo la prima di tante altre che seguiranno lo sviluppo del brand.
 
Quale l'importanza di una fiera come Pitti per marchi giovani come il tuo?
Devo dire che sono sempre stato visitatore di Pitti e per la prima volta mi ci sono trovato da "espositore". Splendida organizzazione e tantissimo appoggio per noi finalisti di WION. Sicuramente continua a confermarsi come uno dei principali momenti nei quali i giovani brand come il mio possono avere uno spazio di confronto, non solo commerciale, con gli addetti al lavoro.
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