Design Teaser: Alberto Premi

Fashion / Design By Stefano Guerrini
 

 

È giovanissimo, classe 1992, ed il suo marchio è nato con la collezione p/e 2013, ma ha già vinto “Who’s on next?” Uomo, sponsorizzato da Pitti e L’Uomo Vogue. Stiamo parlando del bresciano Alberto Premi, che poche settimane fa ha trionfato all’ultima edizione del prestigioso concorso, dividendo il primo premio con il designer Tom Lipop. Hanno colpito il pubblico dell’ottantaseiesima edizione della fiera fiorentina le sue calzature colorate e vivaci, l’uso di materiali di alta qualità, l’artigianalità made in Italy. I suoi sono accessori dalla forte personalità, scarpe all’insegna della destrutturazione, dello scardinamento dei canoni classici, di un’avanguardia e una ricerca che non dimenticano che il capo va indossato quotidianamente e deve essere confortevole. Abbiamo raggiunto il designer per farci raccontare meglio la sua collezione.

 

Come sei arrivato ad un marchio tuo?
Ho deciso di realizzare la mia prima collezione da portare come tesi di laurea per la fine del mio percorso di studi. Ho quindi optato per il mio nome e cognome volendo rappresentare appieno la mia immagine. Da progetto di tesi di laurea il marchio è diventato subito un vero e proprio progetto commerciale con punti vendita fisici e uno shop online.

 
Ci racconti la collezione per l'a/i 2014-15?
Per realizzare la mia prima collezione ho scelto di dare una personale interpretazione dello “Street style” ovvero un connubio di tutte le ispirazioni che investono il mio sguardo durante la quotidianità. Ho deciso di spaziare su tutte quelle che sono le forme rappresentative del mondo calzaturiero maschile, cercando di modificare la loro classicità utilizzando suole, pellami e un’immagine sicuramente più sportswear.
 
Quali invece le caratteristiche principali di quella che hai portato a Pitti per la p/e 15?
Il mood della collezione p/e 2015, proposta per il concorso, ha come motivo principale il concetto di “destrutturazione”. Tutto ciò che fa parte della memoria recente e passata viene analizzato, studiato, smantellato e riproposto in una nuova chiave. Questo processo riunisce la comodità dello sportswear, l’estrosità dell’arte futurista e le forme classiche. Un esempio perfetto di questa operazione è la scarpa derby: classica ad un primo sguardo, fresca e innovativa all’occhio di chi osserva nel dettaglio. La calzatura compie una metamorfosi assumendo un’accezione palesemente sportiva, mantenendo sempre un’altissima qualità dei materiali.
 
Quale il must have della collezione?
I must have della mia collezione sono senza ombra di dubbio le sneakers, innovative sotto tutti i punti di vista. A partire dalla progettazione delle suole che sono state create a mano appositamente per questo tipo di prodotto, danno sicuramente un’immagine molto forte, divenendo in questo modo un valore aggiunto per la scarpa finale. I materiali utilizzati per costruire la  tomaia invece sono stati selezionati e personalizzati (kevlar, pelli gommate, gomme create da appositi stampi personalizzati, pelli iridescenti) creando in questo modo qualcosa di unico.
 
Da dove arrivano le ispirazioni per il tuo lavoro?
La mia ispirazione può nascere da qualsiasi cosa mi colpisca: la trama di un film, le parole di una canzone, la tela di un quadro. Penso sia fondamentale chiedersi continuamente il “perché?” di qualsiasi cosa, per andare a fondo senza dover vivere la vita in modo superficiale. È importante non avere pregiudizi, ma cercare di prendere il meglio da tutto quello che ci circonda. Il mondo della moda è sì un mondo basato prevalentemente sull’immagine, ma come le parole di una poesia le immagini nascondono mille significati allegorici che, solo con la curiosità che contraddistingue gli occhi di chi ama fare veramente questo lavoro, si riescono a cogliere.
 
Un ricordo legato alla tua partecipazione a WION?
Porterò sempre nel cuore questa esperienza poiché penso sia una delle più emozionanti e significative della mia vita. Ho potuto realizzare il mio sogno, stare a contatto con i più importanti personaggi della moda nazionale e internazionale ed ho potuto farmi conoscere e soprattutto far conoscere il mio brand.
 
Quale l'importanza di una fiera come Pitti per marchi giovani come il tuo?
Pitti per me è stato indubbiamente un trampolino di lancio a livello mediatico e pubblicitario grazie al quale ho potuto avere un accesso privilegiato al mercato, velocizzando il processo di espansione del mio brand.
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