Design Teaser: An Italian Theory di Alessandro Enriquez

Fashion / Design / Graphics By Stefano Guerrini
 
Prima è nato un libro, “10x10 An Italian Theory”, in cui Alessandro Enriquez è entrato nelle case di personaggi famosi, raccontandone le abitudini a tavola con setting realizzati ad hoc, con illustrazioni di Amedeo Piccione e Lula e foto di Carlo Branz. Poi il designer ha trasportato il concetto di italianità che caratterizzava la pubblicazione in una capsule collection di accessori realizzati con Azzurra Gronchi e ora in una vera e propria collezione, che continua ad attingere come ispirazioni dal Mediterraneo e dalle caratteristiche principali della cucina e della creatività italiana. Il progetto da subito si è legato a Pitti e a Super, dove Enriquez ha proposto le sue idee colorate, giovani, dai riferimenti pop e colti al tempo stesso, ad un pubblico che sta apprezzando sempre di più la linea. Lo abbiamo raggiunto per farci raccontare meglio il progetto.
 
Come sta cambiando ANITALIANTHEORY? 
ANITALIANTHEORY inizia a essere sempre più una collezione e meno una capsule! Questo comporta che richiede più tempo e attenzioni da parte mia. La traduzione letterale del nome è "una teoria italiana" e sto rispettando questo concept in tutte le sue declinazioni dall'uomo alla donna, passando per le proposte bambino, gli accessori, il food e il design. Creativamente non muta!
 
Quali le novità per la p/e 2015? 
Le novità per la p/e 15 che ho presentato sono sicuramente il sodalizio con il food, nelle stampe e negli intarsi. La Pasta oggi è la protagonista...e non a tavola!
 
Continua la collaborazione con Azzurra Gronchi per gli accessori? 
Continua la collaborazione con Azzurra e la voglia di sperimentare insieme sempre nuove forme e volumi. Le grafiche e le lavorazioni fanno parte di me e del "gioco all'italiana" che sto "raccontando".
 
Fra i più grandi fan del brand ci sono web influencer e blogger. Quale l’importanza del web per il marchio? 
Il Web ha reso possibile il dilagare in poco tempo del nome. Lavorare contemporaneamente con i media web mi ha dato la possibilità di capirne l'utilizzo a 360 gradi! 
 
In generale come vedi il rapporto web-moda? 
Quando ho iniziato desideravo ardentemente il cartaceo, ora per me hanno lo stesso valore. Se da un lato c'è un po’ più di difficoltà, dall'altro esiste una permanenza nel tempo che mantiene viva la notizia sempre!
 
Quali le tue icone di riferimento? Da dove arrivano le ispirazioni? 
Non mi ispiro a qualcuno o a qualcosa, rifletto sul mio Paese e su come gli altri lo vedono. Indago molto sul passato grafico e sulle presenti tendenze. Entro nelle case, nelle cucine regionali, osservo le vetrine e non solo della moda, ascolto i detti e le tradizioni popolari. Reinterpreto ironicamente!
 Sono molto legato al mediteranno, arriva tutto da li!
 
Hai partecipato sia a Pitti, sia a Super. Quanto sono importanti queste fiere per un brand giovane come il tuo? 
Mi reputo un "made in Pitti". Il "one spot" delle borse iniziale si è trasformato in capsule grazie a Pitti e a Super. Il supporto di queste fiere è stato molto importante, una finestra mediatica davvero utile. 
 
Un ricordo legato a Pitti e/o a Super? 
Le risate, i rimproveri benevoli e sorridenti di Antonio Cristaudo davanti i miei allestimenti, l’ultimo era una vera e propria trattoria, la voglia di fare e soprattutto le corse per i campionari. 
 
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