Design Teaser: Vittorio Branchizio

Fashion / Design By Stefano Guerrini
 

La maglieria ha conquistato l’ultima edizione al maschile di ‘Who’s on next?’. Durante l’ultimo Pitti è stato decretato il vincitore di questo importante concorso e questa volta è un marchio in cui un prodotto di qualità e di ricerca incontra l’arte, capace di mescolare chiaramente input da mondi diversi e farsi portavoce di una visione della moda contemporanea e anche culturalmente alta. Vittorio Branchizio, bresciano, classe 1984, ha fondato il brand di maglieria da uomo che porta il suo nome nel 2013, mettendo a frutto il know how acquisito nel settore, dall’età di 21 anni lavora alla linea femminile D-Exterior, di cui è ora co-designer. Lo abbiamo incontrato durante Pitti per farci raccontare di più del suo percorso. 

 
Come ti sei avvicinato alla moda e quando hai deciso che sarebbe stato il tuo percorso lavorativo?
Ho incominciato un po’ per gioco a convertire i capi miei e delle mie sorelle a 15 anni e la vera passione è nata durante gli studi all’Istituto di Moda Industriale di Brescia. In seguito sono entrato a far parte dell'ufficio stile del marchio di maglieria da adonna d.exterior, dove lavoro da 10anni. È stato un fluire di eventi a portarmi fin qui.
 
Come è nato il marchio?
Da qualche tempo sentivo l'esigenza di produrre qualcosa di completamente mio. Le linee guida di quello che sarebbe diventato il mio stile si stavano delineando, dovevo solo partire e cominciare.
 
Ci descrivi lo stile del brand?
Ci sono due componenti fondamentali: una tecnica come la maglieria di un certo livello qualitativo richiede, l'altra creativa in cui cerco la collaborazione diretta di artisti. Molti i capi sono lavorati in post-produzione, pezzi unici dipinti a mano o riproduzioni di dipinti di artisti contemporanei in un risultato spesso concettuale e poetico. 
 
Quali i mondi ispirativi?
Certamente il mondo delle arti visive. In questa collezione in particolare ho cercato la collaborazione con 3 artisti, il pittore Pascal Pillard, l'artista origami Uros Mihic, l'artista Sergio Perrero. Sono sempre in cerca di ispirazione dal mondo delle arti e cerco di riprodurre forme, concetti e emozioni nei pezzi che creo, utilizzando tecniche di lavorazione innovative.

L’emozione di partecipare ad un concorso così importante e un ricordo legato a questa edizione?
Presentare la propria collezione davanti a questa giuria è stato un pò emozionante e il momento dell'annuncio del vincitore è stato bellissimo! Una grande soddisfazione che ripaga la fatica fatta fino ad ora.
 
Quanto pensi siano importanti concorsi come WION?
Moltissimo, sono fondamentali. Sono un opportunità per crescere e farcela, ma sono anche un’occasione per il mondo della moda, un invito a non invecchiare, ad innovarsi e assimilare le nuove creatività che portano con sé i giovani creativi.
 
Progetti per il futuro?

Crescere, proseguire con determinazione su questa strada. 

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