Design Teaser: Miaoran

Fashion / Photography / Performance By Stefano Guerrini
 
Il giovane Miao Ran, non ha infatti ancora trent'anni, originario di ShanXi, ha studiato nella natia Cina Product Design e Modellistica Donna. Dopo un periodo a Shanghai, dove ha lavorato in uno studio di design come progettista di gioielli, nel 2008 si é trasferito a Milano e non solo ha frequentato un corso di laurea in Fashion Design al Politecnico, ma anche un corso biennale all’Istituto Carlo Secoli di Milano, specializzandosi in design uomo e donna, sviluppo maglieria e tecniche di drappeggio. Infine il suo stupefacente percorso di studi è terminato con un Master in Fashion Design alla NABA, dove tuttora insegna, portando avanti alcune importanti collaborazioni, come quella con l'ufficio stile Missoni, ma soprattutto il progetto della collezione di abbigliamento uomo e donna che porta il suo nome nato nel 2014. Miaoran propone abiti dall’estetica genderless, dallo stile minimale e dai volumi over. Con il suo brand il designer é stato finalista all'ultima edizione al maschile del concorso "Who's on Next?", dove i giurati gli hanno assegnato una menzione speciale.  Lo abbiamo proprio raggiunto a Pitti per farci meglio raccontare il suo mondo e la collezione. 
 
Come ti sei avvicinato alla moda e quando hai deciso che sarebbe stato il tuo percorso lavorativo? 
Ho studiato fashion design prima in Cina, poi in Italia, prima al Politecnico e all’Istituto Secoli per perfezionare le mie conoscenze e imparare tutto il possibile su modelleria, maglieria e tecniche di drappeggio. Infine mi sono perfezionato con un Master in FashionDesign alla Naba dove tuttora insegno. Devo ammettere che ho cercato di imparare tutte le fasi di progettazione della moda donna, uomo, degli accessori e dei gioielli. Più che una decisione presa è stato un percorso inevitabile che mi ha portato dalla Cina a Milano, dove la moda è di casa.
 
Come è nato il marchio?
Il marchio che porta il mio nome è nato lo scorso anno: è stato la naturale evoluzione della creatività insieme all’incontro fortunato con un gruppo di professionisti che hanno creduto nella mia creatività e che mi stanno seguendo tuttora per il brand developing, la distribuzione e la comunicazione.
 
Ci descrivi lo stile del brand?
Stile senza compromessi, estetica genderless e precisione minimale nella confezione dei capi.
Porto con me uno stile che è profondamente radicato da una parte all’altra del mondo: la vibrazione contemporanea dell’Europa continentale e la spiritualità estetica della tradizione Cinese.
Tutto questo si legge in un fitting coerente, che esalta un’idea di bellezza senza limiti di genere.
 
Quali i mondi ispirativi?
Il mio riferimento principale è il mio mondo interiore, molto personale.
 
L’emozione di partecipare ad un concorso così importante e un ricordo legato a questa edizione?
Emozione tanta, è tutto nuovo per me. La cosa più bella è stata presentare e parlare della mia collezione alla giuria. E poi tutti i complimenti alla premiazione nel Salone dei Ciquecento. Ricordo tutto, ma in modo molto confuso!
 
Quanto pensi siano importanti concorsi come WION?
Sono molto importanti per presentarti all’industria della moda, ai clienti e alla stampa. Bisogna cogliere ogni occasione per presentarsi e per raccontare il proprio progetto.
 
Progetti per il futuro?
Non lo so, vado avanti step by step.
Il lavoro non finisce mai e voglio essere in contatto con ogni passaggio della creatività e della vita del brand. 
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