DESIGN TEASER: TROPIANO. L’INTERVISTA ALLA DESIGNER SELENE TROPIANO

Fashion by Stefano Guerrini
 

Diplomata a Milano all’Istituto Marangoni, ma il suo percorso di studi include anche arte e architettura, mondi che da sempre ispirano il suo lavoro. Una carriera che ha incluso collaborazioni importanti, da un colosso come LVMH a nomi come  DKNY Men, e Vivienne Westwood. Selene Tropiano, designer italiana che però vive e lavora a Londra dal 2010, ha deciso di dedicarsi ad un proprio marchio menswear, fondato nel 2014, chiamato semplicemente con il suo cognome, con il quale è stata finalista all’ultima edizione al maschile del prestigioso concorso “Who’s On Next?” tenutosi a Pitti lo scorso giugno. Un brand contemporary, i cui elementi principali, come le ampie silhouette, il soft e confy tailoring, gli elaborati capi in maglieria, diventano tratti caratterizzanti e distintivi. Abbiamo raggiunto la designer per farci raccontare meglio la sua avventura a Pitti.

 
Quando è nata la linea e quali le sue caratteristiche distintive? 
Ho sempre sognato di avviare la mia linea di abbigliamento, ma ho iniziato concretamente con la prima collezione TROPIANO nel 2014 dopo anni di precedenti esperienze lavorative, con la voglia di esprimere e condividere la mia visione della moda. Le principali caratteristiche del brand sono le nuances di colori desaturati contrastate dalle textures dei tessuti e dei filati usati in ampie e morbide silhouette. In particolare un segno distintivo è diventata la stretta abbottonatura a doppiopetto delle camicie.
 
A quale uomo si rivolge? 
L'uomo TROPIANO è un uomo a cui non interessa apparire, ma ama distinguersi in silenzio in uno stile sofisticato, arricchito di dettagli e contenuti intrinsechi. 
È l'uomo che si appassiona della storia del singolo capo e si innamora della sua vestibilità, affascinato dalla tradizione del Made in Italy.
 
Da dove arrivano le ispirazioni? 
Sono alla continua ricerca di nuovi spunti e stimoli di ispirazione, l'argomento deve travolgermi e suggerirmi una storia da raccontare. A volte può essere una frase, una canzone, una foto o un'opera d'arte. Altre mi appassiono alle visioni e vite di artisti, letterati, poeti, che siano essi classici o contemporanei. Principalmente gli spunti sono artistici, quasi mai tecnologici o futuristi, rielaborati in poetiche nostalgiche.
 
Sinonimo di eleganza per te? 
Disinvolto. Credo nell'eleganza disinvolta e naturale. Non è l'abito a rendere un uomo o una donna elegante, ma la sua disinvoltura nell'indossarlo.
 
Cosa è lusso per te? 
Sostenibilità della materia e della manifattura.
 
L’importanza di un concorso come WION per un marchio come il tuo? 
WION per me è stato molto importante. Essere arrivata in finale tra tanti designers è stato un successo personale che mi ha dato un incentivo in più a credere nelle capacità di crescita del brand. Mi ha aiutato molto aumentando la visibilità di un marchio emergente come TROPIANO e soprattutto è stata un'occasione per conoscere ed instaurare dei primi contatti con buyer e press internazionali.
 
Un ricordo legato a Pitti? 
Ho tanti bei ricordi di Pitti, uno in particolare è l'affiatamento che abbiamo instaurato con gli altri concorrenti del concorso e con cui ho condiviso le emozioni di quelle giornate.
 
A cosa stai lavorando al momento? 

Alla nuova stagione autunno/inverno. Al momento il mio tavolo è una montagna di disordine tra immagini, disegni, cartelle tessuti, colori e filati vari. Tra questo "caos ordinato" sto programmando qualche sorpresa da presentare a gennaio! 

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