ITS Countdown: i finalisti del concorso in scena a Trieste

Fashion / Design By Federico Poletti
 

 

Conto alla rovescia per ITS - International Talent Support, che va in scena a Trieste l’11 e 12 luglio, il concorso ad alto tasso di creatività, giunto alla sua tredicesima puntata.

Proprio quest’ultima edizione si presenta particolarmente ricca di novità a partire da ITS ARTWORK, nuova area di libera sperimentazione creata col supporto di Swatch per giovani creativi fortemente voluta da Barbara Franchin, anima e motore del progetto. ITS vuole dare voce e sostegno alle future promesse del fashion, giovani provenienti da ogni angolo del globo, come si vede dalle nazioni dei finalisti moda. I selezionati per la categoria “fashion” hanno background diversi e mostrano tutti un forte interesse verso la sperimentazione di texture dal forte impatto materico e cromatico. Tessuti e tagli che delineano dinamiche relazioni tra abito e corpo.

Abbiamo visto in anteprima i capi più rappresentativi dei finalisti per capire le loro collezioni e visione della moda che verrà.  

Alexander Benekritis, classe 1977, ha studiato al Royal College of Art, UK. La sua collezione s’ispira all'Africa contemporanea e alla Cina. Due mondi lontani che sono remixati in uno stile urban-militare.

Zoe Waters, anche lei studentessa del Royal College of Art, è nata nel 1987 e rivela uno spirito rock. Biker di pelle e più cerniere all'interno di alcuni dei pezzi outerwear per dare loro la possibilità di trasformarsi in una giacca sempre diversa.

Anita Hirlekar, classe 1986, ha studiato al Central St. Martins College di Londra. La collezione di Anita è molto attenta agli aspetti artigianali,  privilegiando le linee pulite, materiali moderni: un equilibrio tra glamour e comfort.

Anna Bornhold, classe 1982, ha studiato presso l'Università delle Arti di Brema, Germania. Anna privilegia uno stile in cui i colori si confondono, i materiali si combinano e quelli che sembrano capi classici assumono una nuova “veste”.

Katherine Roberts-Wood, classe 1986, ha studiato al Royal College of Art, UK. Ha sviluppato una tecnica particolare in cui ripete un modulo per dare forma ai tessuti. Pezzi tagliati al laser creano strutture di tessuto che sembrano in movimento e cambiano colore, quasi a seguire i movimenti della donna.

Alison Tsai, classe 1981, è Taiwanese e ha studiato alla Parsons The New School for Design di New York. Le collezioni di Alison sono sempre ispirate dal tessuto, che è il vero punto di partenza: perline e ricami,  frange e nappe creano nuovi tessuti, una ricerca di ingegneria tessile. Nella sua estetica si notano creature e forme organiche; non a caso, prima di studiare fashion design, Alison ha studiato alla scuola di medicina di Taiwan e questa esperienza ha decisamente ispirato il suo lavoro.

Yasuto Kimura, nato nel 1987, ha studiato presso l’Esmod di Tokyo. La collezione di Yasuto s’ispira al background culturale giapponese, in particolare allo stile di abbigliamento degli uomini d'affari. La sua sfida è di sviluppare uno stile business innovativo e con sense of humour, creando un look forte per il moderno uomo d’affari della city.  

Jae Woo Lee, nata nel 1982 in Corea del Sud, ha studiato alla Parsons The New School for Design. Lavora su forme rifinite a mano alle quali si sovrappongono colori pop e moderni. L’abito assume una forma geometrica e 3D, diventando anche un pezzo d'arte da indossare.

Leonie Barth, classe 1987, ha studiato presso l'Università di Scienze Applicate di Bielefeld, Germania. La collezione di Leonie parte da una citazione dal gioco di Jean-Paul Sartre " No Exit" e continua con quella di Jacques Lacan "Mirror stage". L’idea di fondo è che la nostra immagine allo specchio completa la nostra identità. I suoi abiti si sviluppano attraverso il riflesso della propria immagine. Parti mancanti vengono aggiunte e parti esistenti sono riflessi per creare la completezza.

Natalja Mencej, nata nel 1974 in Slovenia, ha studiato al Royal College of Art di Londra. Nella sua collezione combina due elementi: sensualità giapponese e potente mascolinità occidentale. La sua collezione prende spunto dei Decotora, ovvero i giganteschi camion di metallo ricoperti di luci sfavillanti e dai loro bizzarri driver, che spendono tempo ed energie per personalizzare questi camion.

Non resta che restare sintonizzati su ITS2014 per scoprire chi sarà il vincitore.
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