New Talents on Show

Fashion / Design / Graphics / Photography / Performance A Parigi la prima mostra di Jean-Paul Lespagnard di Federico Poletti
 
Dal 29 gennaio al 5 aprile 2014 la Galerie des Galeries – spazio espositivo di Lafayette - ospiterà la prima mostra personale dello stilista belga Jean-Paul Lespagnard. Una scelta interessante - quella del format espositivo – che rivela come sia sempre più importante l’esigenza di trovare format più originali del classico fashion show per comunicare la moda. E questo vale a maggior ragione per i nuovi talenti. Lespagnard (classe 1979), già da piccolo manifesta la sua creatività: dai pneumatici del padre riesce a ricavare dei corsetti per le sorelle. Curioso e affascinato dal surrealismo, studia Arti Visive e Fashion Design presso l’IFAPME a Liegi (in Belgio). Si forma poi con Anna Sui per due stagioni, per poi diventare assistente di Annemie Verbeke. La svolta avviene nel 2008, quando partecipa alla 23° edizione del Festival International de Mode et de Photographie di Hyères, vincendo ben due premi. Grazie al noto concorso ha la a possibilità di produrre e presentare una sua capsule collection, che riscuote subito grande interesse. Affascinato dall’arte in tutte le sue manifestazioni, pop e surreale ma anche urbana, collabora con Villa Noailles, con la cantante francese Yelle e con i coreografi Meg Stuart, Pierre Droulers e Gilles Jobin.
 

 Difficile definire il lavoro di Jean-Paul Lespagnard con una sola espressione: è uno stilista dall’immaginario barocco, che riesce a fondere i riferimenti  più disparati, dallo sport alla cultura popolare fino alla musica classica.  La mostra di Parigi prendo spunto e  nome dalla sua collezione Primavera/Estate 2014, “Till We Drop”: un percorso che esplora i paradisi artificiali del Messico, come l’Hotel Riviera Maya con i suoi turisti e i colori sgargianti.  Una mostra che svela ai visitatori il mondo colorato ed eccentrico di questo giovane talento e il suo processo creativo attraverso disegni e visual della sua instancabile immaginazione. Filo conduttore è lo spiccato sense of humour, un’ironia fantasiosa che percorre tutte le sue creazioni. 

 
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