Pitti Immagine Loves Talent

Fashion / Design / Photography / Performance Un’intervista esclusiva con Franca Sozzani di Federico Poletti
 

Pitti Immagine si conferma essere un vero e proprio hub per le nuove generazioni di talenti. Diverse sono le iniziative che Pitti Immagine sviluppa per supportare i giovani: dalla sezione New Beats in Fortezza da Basso al concorso Who is On Next?Uomo fino a Pitti Italics, il programma attraverso il quale la Fondazione Pitti Discovery promuove e supporta la new wave di fashion designer e i marchi che progettano e producono in Italia, ma con un business internazionale in forte ascesa. Ne abbiamo parlato con Franca Sozzani, Direttore di Vogue Italia, che da anni sostiene con Vogue Talents diverse iniziative per i newcomers.

 
Per Who is on Next? Uomo si può parlare di una community?
Si assolutamente. Ciò che conta non è solo il vincitore, ma si deve sottolineare che anche i finalisti riescono a entrare in un network professionale, facendo consulenze. Alcuni dei designer usciti da Who is On Next?Uomo sono oggi diventati dei nomi internazionali e hanno una stabilità economica.
 
Londra sta crescendo sia come capitale della creatività, sia come mercato internazionale.  Come può l’Italia proteggere i propri talenti e portarli avanti?
Londra è straordinaria nella comunicazione e nelle pubbliche relazioni, spende e investe molto per avere una crescente visibilità. Ha dimostrato una creatività stimolante, soprattutto nelle collezioni donna. Londra si è presa il rischio di investire sui giovani. Paragonarla al valore di Milano o Firenze è impossibile. Prima di loro e dopo di noi c’è Parigi. In Italia abbiamo creatività e qualità. Qui da noi si crea, si inventa e si produce, avendo alle spalle cultura, tradizione, artigianalità e inventiva. E comunicare è importante. E forse noi non siamo i primi al mondo nel comunicare e questa è sicuramente una pecca. La sostanza però resta.
 
Pitti sta sviluppando la piattaforma Italics, un gruppo di talenti italiani e stranieri che producono in Italia, come Aquazzura, Stella Jean e MSGM. In Italia si può parlare di una new wave di talenti come sta accadendo con il fenomeno degli inglesi?
L’Italia è un Paese ricco di tradizioni, dove si produce con qualità altissima e molti designer internazionali si fermano in Italia proprio per questo motivo. Allo stesso tempo sta crescendo una nuova comunità di giovani, sia nella moda donna, sia nell’uomo, ma mentre i giornali e le testate inglesi danno spazio anche ai talenti che hanno collezione con 5 pezzi, i nostri giovani non sono sostenuti dalla stampa nazionale. Oltre al concorso Who is on Next? è importante lo spazio che Firenze ha dato in questi giorni ai giovani, ai nuovi talenti. Come ad esempio la sfIlata di Stella Jean - vincitrice due anni fa di Who is on next donna - per il suo debutto con la prima collezione uomo. 

Questa edizione di Who is On Next? Uomo ha visto vincere ex equo due brand di accessori: cappelli e scarpe. Le sue impressioni su questa scelta
Ormai gli accessori non si meritano più di essere chiamati "accessori", ma dovrebbero essere definiti "protagonisti" come gli abiti. Anzi, spesso gli accessori sono il "lato forte" di una collezione. I grandi fatturati si fanno con scarpe, borse, occhiali e cappelli.
In molte occasioni è il pezzo principale, sia nella donna, sia nell’uomo, da dove si parte per decidere il resto del look per la giornata. Nelle creazioni dei giovani che hanno partecipato al concorso, gli accessori sono sempre più importanti, mentre un tempo (7anni fa) le collezioni erano per 80% abbigliamento e 20% accessori. Oggi le nuove generazioni hanno fatto crescere l’accessorio; possiamo pensare a un vero e proprio cambiamento di costume.
 
Un giovane talento nella moda maschile che caratteristiche deve avere?
Il talento sia nelle collezioni donna, sia nell’uomo, è sempre lo stesso; i talenti sono legati alla capacità di essere creativi e veramente diversi da quello che si vede in giro per il mondo, Non ci sono delle caratteristiche precise, ognuno deve seguire la propria creatività in modo libero. Non si può prescindere da questo.  
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