Guest Nation SENER BESIM

Fashion By Stefano Guerrini
 

Nato in Australia, ma di origine albanese e turca, Şener Besim dà vita a una collezione eyewear che esplora appieno la cultura delle sue radici familiari. Nei suoi occhiali l’ideale di gioventù e di libertà incontrano tradizione, design ed eccellenza manifatturiera, diventando espressione del suo interesse nei confronti dell’arte ottomana, tra geometrie complesse, mosaici intricati e affascinanti arabeschi. 

 
 

Può descrivere la collezione e le caratteristiche principali del marchio in poche parole?

Non volevo, e tuttora non voglio, intraprendere un processo per cui individuare immediatamente una forma. Ad ogni modo volevo “incorniciare lo spazio” e sfruttare il potere dello stile ottomano in generale e, in particolare, dell’architettura ottomana. Sono stati questi due obiettivi a indicarmi la strada dell’eyewear.
Gli Ottomani avevano raggiunto i massimi livelli nell’architettura nei propri territori.
Riuscivano a costruire ampi spazi interni delimitati da cupole apparentemente leggerissime, ma su larga scala, raggiungendo un’armonia perfetta tra spazi interni ed esterni, oltre a un’alternanza articolata di luci e ombre. L’elemento dello spazio si riflette nella collezione, per cui curve e forme cilindriche sembrano quasi galleggiare in superficie, con un tocco di geometria tipica dello stile arabo. 
Sono coinvolto sia da quello che vedo nel risultato concreto, sia da quello che percepisco a livello spirituale.
Era questo che volevo approfondire, ri-contestualizzandolo in modo che innovazione, eccellenza tecnica e amore per il design minimalista guardassero al futuro.
 
Conosce Pitti Uomo e quali sono le aspettative legate a questo progetto?
Certo, conosco la manifestazione che per me è l’apice dell’innovazione nel mondo della moda.
 
Può darci qualche anticipazione su quello che vedremo a Firenze?
Questa collezione prevede due tipi specifici di titanio che riflettono i massimi standard grazie alla tecnologia aerospaziale e ai metodi costruttivi. A differenza della maggior parte degli altri metodi di fabbricazione nel mondo dell’eyewear, la composizione non prevede leghe aggiuntive. Il titanio che utilizzo è puro e della migliore qualità. L’oro utilizzato all’epoca degli Ottomani era riservato ai pezzi più esclusivi e i modelli spesso riflettevano lavorazioni complesse in filigrana con motivi persiani e bizantini. Il processo che ho seguito parte proprio da queste conoscenze, analizzando ogni composizione proprio come si osserva un pezzo di alta gioielleria. Un altro elemento fondamentale in termini di materiali è la placcatura in oro 24 carati per le lenti a specchio dorate, che viene eseguita in Francia, prima di essere affidata ad artigiani giapponesi
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