Guest Nation Freya Dalsjö

Fashion / Design Conosciamo i designer della Pitti Guest Nation 2013
 
Dove trae maggiormente le sue ispirazioni un designer danese, oggi?
Ovunque. Dall’ambiente circostante, da come vorrei che fosse, dalle mie percezioni, da ciò che trovo interessante esplorare, esprimere e sperimentare. Le forme, la consistenza, il volume, la coscienza del corpo, il ‘ciò che fa per te.’ Ogni look è molto chic e futuristico, e molto esclusivo in quanto a materiali e realizzazione.
 
 
Qual è il fil rouge della collezione che presenterà a Pitti Uomo?
Noi lavoriamo molto sull’idea e concetto generale. Sviluppiamo il feeling della collezione lavorando con la musica, i video, le immagini, sviluppando idee per la presentazione, e poi cominciamo a disegnare e cucire e creiamo ogni pezzo con le nostre mani. Per questa collezione ci siamo ispirati a forme del corpo distorte e manipolate dalla luce e dal processing design. Lasciare che i fattori esterni influenzino il modo di percepire ciò che vediamo, manipolare gli abiti e il corpo, ispirati da un’interpretazione del surrealismo e futurismo. 
 
 
Moda e arte: come si influenzano reciprocamente oggi?
L’arte - oggetti, dipinti, cinema, fotografie - è trasmettere sensazioni, e io sono interessato alla creazione di forme che esprimono e trasmettono certe sensazioni. L’arte, il cinema, la letteratura, le fotografie o qualunque altro mezzo di espressione mi spingono a creare la mia atmosfera personale, mi danno l’energia per fare cose, per dire qualcosa con i miei strumenti. L’arte interroga e asserisce e, come designer, mi nutro di arte, mi rende cosciente di ciò che mi circonda e genera pensieri. La moda è ancora vista come qualcosa di un po’ superficiale, soprattutto se paragonata all’arte. Fino forse alla rivoluzione francese, l’arte era fondamentalmente la rappresentazione del divino, ma in quella rappresentazione c’era un senso di realtà, di percezione dell’ambiente circostante e della gente. Nel momento in cui viene rappresentato un corpo, nudo o idealizzato, entra in gioco la moda: il fatto che, in un dato momento della storia, gli uomini portassero o meno la barba, è di per sé un segno della moda. La moda e l’arte sono fondamentalmente molto diverse, ma si nutrono l’una dell’altra. 
 
 
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