Guest Nation Anna October

Fashion / Photography / Performance Conosciamo i designer della Pitti Guest Nation 2014
 

Che cos’è per te lo stile “femminile”?

La femminilità è la natura della donna, la sua espressione logica. Lo stile femminile mette in risalto l’essere donna, la rende più sicura e più forte. A mio parere, qualsiasi cosa che sia elegante e pulita sarà in grado di sottolineare la bellezza naturale del corpo femminile, non con lo scopo di scoprirlo o banalizzarlo, ma di far sentire la donna a suo agio nel proprio corpo.
 
Quando è iniziata la tua passione per la moda e il design?
È cominciata molto presto, e, inizialmente, non credo che ci fossero grandi motivazioni logiche, quando da bambina ho deciso che sarei diventata una stilista. In seguito però, ho studiato Belle Arti, e questo mi ha reso più sicura in quello che faccio e mi ha aiutata a esprimere le mie idee. Mi sono appassionata a utilizzare i colori e i tessuti, a comprendere il corpo femminile attraverso la lente dell’arte.
 
Da dove deve iniziare uno stilista per dare stile alle donne, senza che debbano rinunciare alla propria identità? 
Credo che dovrebbe iniziare chiedendosi che cosa vorrebbe comunicare al mondo con quello stile, e qual è la ragione, la funzione, l’occasione per quello stesso stile. È sempre meglio iniziare dagli aspetti basilari.
 
Quali sono i capi fondamentali, quelli che non possono mancare nella tua collezione?
Un vestito elegante: questo è il vero must di tutte le mie collezioni. Non posso fare a meno di creare vestiti, di sperimentare con taglio e dettagli e di fare riferimento a periodi culturali diversi. Nelle ultime due stagioni, con vestiti scintillanti, mi sono impegnata a dare un po’ di luce alle collezioni. È la mia vera passione, e sto cercando di reinventarla nell’intero guardaroba femminile. In questo modo, voglio dare la sensazione di un sogno, ma anche fare riferimento al materialismo della società contemporanea, al quale guardo con forte ironia.
 
Dove ti vedi tra dieci anni? Quali sono i tuoi sogni?
Mi vedo a capo di un marchio fondato da me, con uno stile riconoscibile. Il mio scopo è creare un sogno per gli altri e realizzarlo per entrambi.
 
A quale stilista ti ispiri? Chi è la tua icona della moda? 
Christobal Balenciaga. Stimo molto la sua creatività, il suo modo di lavorare, l’etica alla quale si atteneva, e ne traggo ispirazione.
 
Qual è il tuo metodo creativo?
Capire che cosa mi interessa, rendermi conto di quello che provo a riguardo e di come posso esprimerlo attraverso gli abiti. E penso sempre al mio lavoro dal punto di vista delle informazioni che comunica al mondo: è necessario?, fa riflettere su temi rilevanti? Questo è il mio modo di decidere quanto è importante il mio lavoro. In ogni caso, è un’opportunità per crescere e cambiare, perché una volta che hai trovato “quello che stai cercando”, il tuo futuro si limita profondamente. Perciò credo che preferirei rispondere: sono alla ricerca dei miei metodi.
 
Qual è stato il tuo errore più grande? Quello da cui hai imparato di più?
Lavorare con altre persone facendomi coinvolgere troppo a livello personale. Sono una persona estremamente onesta e socievole, quindi a volte vengo ferita dalle persone di cui mi fido di più. Adesso ho imparato a separare maggiormente il lato professionale da quello personale, perché mescolare le relazioni e il lavoro potrebbe essere fatale.
 
Che cosa ti aspetti da questa esperienza a Pitti Uomo e W?
Mi aspetto di creare una rete di nuove conoscenze e di trovare nuovi partner e negozi per vendere le mie collezioni. È anche molto importante per me avere una risposta dal grande pubblico che visiterà la fiera. Non ho mai partecipato a eventi così grandi e sono curiosa di capire come funzionano. 
 
Se non fossi stata una stilista, che cosa avresti fatto?
Credo che sarei diventata un’artista. Non so di preciso in che ambito, perché me ne interessano molti, ma senza dubbio ho bisogno di uno spazio creativo per esprimere me stessa.
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