Designers Bad Deal

By Stefano Guerrini
 

L'attitudine al racconto, il legame con la scrittura uniscono Marina Rubini e Zoow24, lei ha studiato fashion journalism e ha lavorato in redazioni importanti, lui è un affermato street artist e writer. Insieme hanno creato Bad Deal, un marchio di street wear in cui ogni capo, dalle T-shirt al denim customizzato, é confezionato dentro ad un libro e accompagnato da una favola. Non è la prima volta che Marina e Zoow24 portano il loro marchio a Pitti Uomo, nel giugno 2016 sono stati protagonisti di un Alternative Set all'insegna del live painting, ora sono fra i finalisti dell'edizione 2017 Di "Who Is On Next?". Li abbiamo intervistati proprio alla vigilia di questo importante capitolo della loro storia

 
Quando vi siete avvicinati alla moda e quando avete capito che sarebbe potuto diventare il vostro lavoro?
M.: Mi sono avvicinata alla moda fin da piccola grazie a mia mamma, che mi portava con lei ovunque e questo ha fatto crescere in me la ricerca continua di novità. Mi ha sempre lasciata molto libera di sperimentare: ero l’unica bambina che sotto al grembiule nero dell’istituto che frequentavo indossava quello che voleva, erano gli anni delle girl band e io scimmiottavo i loro look. Al liceo mischiavo il mio guardaroba con quello di mio fratello, non uscivano sempre outfit felici, ma così ho imparato a prendere il meglio dagli armadi di famiglia. D’estate volavo a Londra a fare i corsi estivi della St.Martins, mi hanno insegnato a imbastire, ad usare la macchina da cucito e a fare i primi cartamodelli. Ho studiato anche fashion journalism perché il mio sogno era quello di scrivere, così ho iniziato a fare il mio primo stage in una redazione. Al giornale Velvet devo tantissimo, è stato il mio primo contatto con il mondo della moda vero e proprio. Un’esperienza che mi ha messo addosso la voglia di seguire su quella strada. Bad Deal invece nasce per caso, per un incontro tra me e Zoow. Due “writer” agli antipodi: io sulla carta stampata, lui sui muri e sulle lamiere delle metropolitane.
Z.: È stata l’arte ad avvicinarmi alla moda. La voglia di trasportare il mio mondo fatto di tele e colori in un altro mondo da me ancora inesplorato. Ho vissuto più di 10 anni in giro con il solo obiettivo di dipingere, oggi il mio obiettivo è far dialogare diverse porzioni dello stesso universo.
 
Ci raccontate le caratteristiche principali della vostra linea? In cosa si contraddistingue?
M.: Abbiamo definito la nostra linea: un incidente estetico tra un giardino di rose e un tunnel metropolitano. Bad Deal è un concentrato di old school e contemporaneità. Due opposti che si fondono e parlano tra di loro. È la lingua con la quale comunicano due mondi che sembrano distanti. Abbiamo iniziato la prima stagione con l’a/i 2016, proponendo dei maglioni in jaquard confezionati all’interno di libri ripresi dalla Treccani. Ogni maglione ha una sua grafica e una sua storia. Una favola scritta da me che Zoow ha reinterpretato sui vagoni dei treni in giro per l’Europa e per l’America. Bad Deal è una storia d’amore di altri tempi, ma con i tempi dettati dall’era nella quale viviamo.
Z.: La nostra forza è possedere l’anima vera della strada, quella originale dei graffiti e della cultura underground, con una vena di nostalgia romantica. Le nostre grafiche sono visione e percezione al contempo.
 
Da dove arrivano le ispirazioni per il vostro lavoro?
Z.: Ci ispira la città in ogni suo angolo recondito. I via vai sulle banchine della metropolitana, le attese sui binari, le strisce pedonali sull’asfalto.
M.: E poi la natura. Vicino al nostro studio abbiamo il museo di Storia naturale: andiamo lì a riempirci gli occhi di colori che poi non riusciremo mai a riproporre perché la natura e gli animali sono inimitabili.
Z.: Anche i giocattoli anni ’80 hanno un ruolo importante per noi, soprattutto per le forme e per i packaging. Abbiamo infatti una cura e una ricerca particolare per le confezioni dei nostri capi.
 
Il vostro ideale di eleganza?
M.: L’eleganza per noi sono il sacro e il profano che sfilano insieme. L’eleganza è saper far convivere i contrasti in maniera armoniosa. Eleganza è il difetto valorizzato a pregio.
 
Il vostro legame con Pitti Immagine Uomo. Conoscevate già questa fiera? Avete un ricordo o un aneddoto legato ad essa?
M.: E' stato per noi il primo trampolino di lancio. La prima volta che abbiamo dato il nostro progetto al mondo. Per la seconda collezione ci è stata data l’opportunità di organizzare un  Alternative Set per esprimerci e raccontarci. Vedere la piazza centrale della Fortezza assiepata di persone immerse a pieno nel nostro universo è stato emozionante.
 
Siete finalisti di Who Is on Next?. Chi dei passati partecipanti sentite più affine e vi piace?
Z.: Carlo Volpi per l’estro e la creatività.
Sogni e progetti per il futuro?
Z.: Continuare a crescere e a raccontare la nostra storia in modo da farla diventare quella di altri. Ad ogni collezione diamo a un giovane talento la possibilità di realizzare una sua capsule per noi. 
M.: Vorremmo conoscere sempre più ragazzi con i quali lavorare con energia e determinazione per far camminare Bad Deal sulle sue proprie gambe. Speriamo che Bad Deal venga amata da altri come la amiamo noi.
 
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