Designers Luca Magliano

Fashion / Design By Stefano Guerrini
 

Originario di Bologna, e tuttora il capoluogo emiliano è punto di riferimento e sede principale del suo lavoro, Luca Magliano ha studiato moda alla Libera Università delle Arti, L.U.N.A., dopo aver incontrato ed essere rimasto affascinato dalla visione estetica di Barbara Nerozzi (architetto, giornalista, docente universitaria, figura carismatica del fashion system, che ci ha lasciato nel 2011, ndr). Da pochissime stagioni il giovane designer ha fondato Magliano, linea con la quale a gennaio ha partecipato a Pitti 91, scelto come uno dei brand di The Latest Fashion Buzz,progetto dedicato ai talenti ermergenti della moda, promosso da L'Uomo Vogue e Gq Italia in collaborazione con Mini. Ora ritorna a Firenze, come finalista di "Who Is On Next?" e ci racconta in questa intervista il suo mondo e le sue aspettative per il futuro.

 
Quando ti sei avvicinato alla moda e quando hai capito che sarebbe potuto diventare il tuo lavoro?
Da sempre direi. Ho ricordi di vestiti piuttosto precoci. Poi negli anni dell’università ho conosciuto Barbara Nerozzi che mi ha insegnato il suo metodo.
 
Ci racconti le caratteristiche principali della tua linea? In cosa si contraddistingue?
È un guardaroba di capi essenziali, al di là delle convenzioni. Le maglie croppate sono un volume piuttosto identificativo della collezione.
 
Da dove arrivano le ispirazioni per il tuo lavoro?
Prima di tutto dai vestiti stessi, gran parte del piacere di questo lavoro è fare ricerca. A Bologna c’è una grande tradizione di mercato e modificare l’esistente è sempre il primo approccio a un progetto per me. Poi dai film. Poi, ancora, dalle persone a cui voglio bene, inevitabilmente la loro ‘attitude’ mi condiziona.
 
Il tuo ideale di eleganza?
Adriano Celentano, Sylvia Rivera, Maradona, Freddy Mercury. Erotismo, eroismo, senso del corpo e dello spettacolo, orgoglio e coraggio.
 
Il tuo legame con Pitti. Conoscevi già questa manifestazione? Hai un ricordo o un aneddoto legato a essa?
Ho partecipato lo scorso inverno a The Latest Fashion Buzz. È stata un’incredibile occasione di confronto. Ho conosciuto tante persone di cui apprezzo il lavoro. Quello che ricordo con più piacere è il tempo passato coi colleghi designer.
 
Sei uno dei finalisti dell’edizione maschile del concorso “ Who’s on Next?”. Chi dei passati partecipanti senti più affine e ti piace?
Nessuno in particolare e tutti in generale! Potrei dire, per affinità e comprensione, che ho grande stima di tutti i designer emergenti della Terra! 
 
Emozioni e aspettative di questo tuo essere finalista?
Sono orgoglioso e chiaramente molto emozionato. Preferisco non farmi aspettative e vivere il concorso come un’avventura. 
 
Sogni e progetti per il futuro?
La cooperativa dei designer. Un'idea dei tempi dell’università che immaginavo con Barbara Nerozzi: una cooperativa dove i progetti sono i prodotti. Un’impresa dove non esista produzione, ma solo prototipizzazione continua delle idee.
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