Designers SELFMADE by Gianfranco Villegas

Fashion / Design By Stefano Guerrini
 

L'arte contemporanea e la musica hip-hop, passioni che diventano elementi ispirativi per il giovane designer italo-filippino Gianfranco Villegas. Cresciuto a Firenze e terminati gli studi al Polimoda nel 2013, lo stilista ha iniziato un progetto personale, che lo porta fra l'Italia e Parigi. Con SELFMADE by Gianfranco Villegas il designer è uno dei finalisti di questa edizione maschile di "Who Is On Next?", organizzato da Fondazione Pitti Immagine Discovery e promosso da Pitti Immagine Uomo in collaborazione con Altaroma e L'Uomo Vogue. Gianfranco ci racconta molto del suo percorso e del personale approccio alla moda in questa intervista.

 

Quando ti sei avvicinato alla moda e quando hai capito che sarebbe potuto diventare il tuo lavoro?

All'età di 5 anni sono stato avvicinato a questo mondo grazie a mia zia, che lavorava come colf per gli Allegri, la famiglia che ha dato vita alla storica azienda Italiana di impermeabili. E passavo le estati insieme alla loro. All'età di 14 anni ero già un grande appassionato di moda maschile, idealizzando, con mentori, designer come Raf Simons ed Hedi Slimane. Poi ho deciso di iscrivermi al Polimoda di Firenze, dove mi sono diplomato nel 2013. Da quel momento ho finalmente capito che avrei voluto fare questo, la moda, come mestiere. 
 
Ci racconti le caratteristiche principali della tua linea? In cosa si contraddistingue?
Il marchio nasce per gioco come diario personale della mia vita, mentre fra Anversa e Parigi faccio le prime esperienze lavorative come designer per alcune maison; per questo ogni collezione ha richiami personali e ogni capo è ricco di scritte, come appunto in un diario personale.
Poi la parte commerciale si è evoluta grazie all'attenzione e al supporto nella distribuzione di un gruppo Giapponese, The Wall, che ha deciso di credere in me e distribuire il marchio sul territorio Giapponese, presso alcune boutique di lusso.
La caratteristica che contraddistingue il marchio è proprio la parte emotiva e personale di ogni collezione.
 
Da dove arrivano le ispirazioni per il tuo lavoro?
Partono innanzitutto dalle mie passioni principali, la musica e cultura Hip-hop americana e l'arte contemporanea. Poi, fondamentale, è appunto la parte di vita personale: per esempio, due stagioni fa la collezione "You're my Hero" era dedicata al rapporto con mia madre. Poi viaggio molto e visito molti musei, archivi di capi vintage e in generale mercatini dell'antiquariato. Traggo molte ispirazioni pure dalla vita reale, da qualsiasi cosa che vedo e sento anche in metro, al supermercato o semplicemente per strada.
 
Il tuo ideale di eleganza?
Uno deve essere sicuro di se stesso, 'confident' con quello che indossa, quindi eventualmente anche con una semplice T-shirt e un paio di jeans e scarpa da ginnastica.
Non vuol dire che se indossi un abito sei automaticamente elegante. 
 
Il tuo legame con Pitti. Conoscevi già questa fiera? Hai un ricordo o un aneddoto legato ad essa?
Essendo nato e cresciuto a Firenze per me Pitti rappresenta qualcosa di cui ho sempre sentito parlare. Uno di quei momenti che ravvivava, e ravviva tuttora, la città di Firenze con numerose presenze internazionali. È meraviglioso che anche la città di Firenze possa dire la sua durante le varie settimane della moda internazionali.
 
Sei uno dei finalisti di "Who's On Next?". Chi dei passati partecipanti senti più affine e ti piace?
È un grosso onore e piacere per me, proprio perchè sono un designer fiorentino. 
Ho un legame particolare proprio con un precedente vincitore, Erik Bjerkesjo, che aiutai nel design proprio durante quel suo periodo di Pitti, mentre ancora studiavo al Polimoda. Mi piace la sua idea ed estetica.
 
Emozioni e aspettative di questo tuo essere finalista di Who Is On Next?
Sono molto emozionato e anche teso per questa opportunità, proprio perchè sono nella mia città natale. Spero di poter mostrare le mie capacità e il mio ideale di moda.
 
Sogni e progetti per il futuro?
Sono un ragazzo molto ambizioso, perchè ho sempre lavorato duramente per ottenere quello che volevo. Dalla scorsa stagione abbiamo deciso di fare uno step importante, ovvero abbiamo presentato la collezione durante la fashion week di Parigi, e i prossimi progetti devono solo migliorare. Oltre alla nuova presentazione/evento a Parigi stiamo organizzando anche un evento a Tokyo e, chissà, magari pure a Milano, ma sono un "dreamer" molto realista, quindi cerco sempre di tenere i piedi per terra per le mie decisioni. Siamo attualmente di base fra Firenze e Parigi e il prossimo step più importante è quello di stabilizzarci e diventare un marchio solido e soprattutto continuativo.
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