21 mag 1999

Events Pipilotti Rist

Performance
 

Girato quasi completamente sott’acqua, il video offre una visione grandangolare (fish-eye) di fluttuanti giardini sommersi e regni di corallo. Trasportata lascivamente dalle correnti su letti oceanici, la cinepresa registra le traiettorie di oggetti familiari mentre sprofondano nelle profondità marine; tazze da caffè decorate con cuoricini kitsch, una teiera gialla, un camion giocattolo di plastica e un vecchio LP infilato nella sabbia. Banchi di pesci tropicali entrano e escono da questa scena in lento e costante movimento, mentre una ragazza in bikini saltella fra le onde.

Il video viene proiettato raddoppiato, riflesso su due pareti vicine, con l’angolo tra queste come una immobile cicatrice attorno alla quale si irradiano e turbinano psichedeliche configurazioni. Questo caledoscopico immaginario è coreografato sulla versione della Rist di Wicked Game di Chris Isaak, che lei interpreta alternativamente con voce morbida o istericamente urlata, lasciando immaginare che forse c’è qualche problema in Paradiso:

 Il fiume era in fiamme e nessuno poteva salvarmi eccetto tu
Strano quello che il desiderio fa fare alle persone
Non avevo mai sognato di incontrare qualcuno come te

Non avevo mai sognato che avrei perso qualcuno come te

Oh, non voglio innamorarmi… di te

L’immaginario saturo della Rist, sempre in mutazione, impartisce un piacere polimorfo al fisico. La pervasiva sensualità di Sip My Ocean, con i suoi schermi multipli e gli allucinogeni effetti di riflessione, suggerisce un elusivo stato di  jouissance-inadulterato, senza legami, piacere pre-Edipico. In relazione alla donna, questo reame metaforico immagina un corpo senza limiti, un corpo con zone erogene multiple e autonome, un corpo con un controllo completo del proprio desiderio. Il cantato della Rist – che oscilla tra il più dolce lirismo e il grido maniacale – distrugge però i sogni utopici di gratificazione totale. Perché il desiderio chiede sempre un ‘altro’, uno che può o non può cedere alla seduzione, che può o non può restituire il piacere. Colonna sonora di questo delirante, incantato mondo sommerso, la versione della Rist della canzone di Isaak esprime il pericolo (e il piacere) del desiderio; parla anche di una persona che cerca di mantenere il controllo contro le crescenti correnti della passione. Sip My Ocean è l’invito della Rist a partecipare a questo gioco di desiderio e pienezza, e anche un atto coraggioso per sopravvivere alla pericolosa risacca.

                                                                Nancy Spector su Parkett 

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