10 gen 2003

Events Il Quarto Sesso. Il territorio estremo dell'adolescenza

 

 10 gennaio - 9 febbraio 2003, Stazione Leopolda

La mostra Il quarto sesso. Il territorio estremo dell’adolescenza vuole essere il luogo di una riflessione sull’importanza sempre maggiore che la tribù degli adolescenti ha nella nostra società. Una società in cui il superamento dei concetti di identità sessuale e di identità anagrafica riflettono in modo violento e contraddittorio i cambiamenti sociali in atto. Il quarto sesso è quello degli adolescenti. Momento sessualmente indefinito in cui prevale l’ambiguità di genere. Gli adolescenti non sono ragazzi o ragazze e non sono ancora uomini o donne, fanno parte di un universo parallelo, fluido e in divenire. Appartengono fortemente al presente ma simbolicamente sono il seme del futuro.
L’adolescenza non è solo una fase di passaggio della vita umana, è anche uno stato mentale, una condizione esistenziale che si riflette prepotentemente su lifestyle e tendenze. Gli adolescenti sono consumatori onnivori, instancabili, distratti e attenti, suggestionabili ma autonomi. Gli adolescenti non vogliono essere equilibrati, loro amano gli estremi in tutti i campi, dalla moda, all’arte, alla musica …
Sbilanciati tra presente e futuro, gli adolescenti ci appaiono eccitati e al contempo stranamente passivi. Danno forma al loro mondo e alla loro cultura anche in maniera aggressiva, ma allo stesso tempo sono costretti a fare i conti con le etichette, i giudizi e le formule degli adulti.
Osservati e studiati da esperti di ogni genere, monitorati nei loro comportamenti, gli adolescenti rappresentano un segmento decisivo nella strategia dei consumi. Adorano i vestiti, la musica. Vogliono essere cool a tutti i costi. La moda guarda con crescente attenzione l’universo dei teenager sia come fonte di ispirazione sia come segmento cruciale di consumatori, mentre l’arte contemporanea ha sondato, sfruttato e analizzato il mito dell’eterno adolescente. Dalla rivolta delle avanguardie storiche passando per la controcultura degli anni Sessanta, fino ai dubbi e alle incertezze della Generazione X, l’arte contemporanea ha trattato l’adolescenza come punto di riferimento irrinunciabile, confrontandosi con i suoi gesti radicali, le sue violazioni e insofferenze.

La mostra Il quarto sesso. Il territorio estremo dell’adolescenza intende osservare e mettere in scena il territorio inquieto dell’adolescenza, un incredibile serbatoio di energia creativa. La mostra accende una serie di fuochi emotivi dove le idee si confrontano e deragliano formando nuove costellazioni di senso. I materiali in mostra riguardano il complesso universo della cultura contemporanea: moda, comunicazione, arte, musica, cinema … I temi sono molti e inevitabilmente toccano alcuni dei punti nevralgici della nostra società. Parlare dell’adolescenza non vuol dire solo parlare dei giovani ma anche del rapporto inquieto che essi intrattengono con il mondo adulto. E ancora non vuol dire solo rappresentare le energie positive del mondo ma anche esplorare una età in cui l’insicurezza e la paura spingono a gesti terribili ed estremi. 
I due curatori, Francesco Bonami e Raf Simons, intendono costruire una mostra che aspira a diventare essa stessa un’espressione dei linguaggi dell’adolescenza, mescolando discipline e codici espressivi. Prendendo ispirazione dalla molteplicità di linguaggi dei teenager, Il quarto sesso sarà uno spazio nel quale far precipitare idee e tendenze diverse, trasformando la mostra in un luogo di incontro e disseminazione.
La mostra, allestita alla Stazione Leopolda da un gruppo di giovani architetti, i Cliostraat, mette in scena tutta la forza, la debolezza e le promesse del quarto sesso. E il libro/catalogo impagina in un serrato e ricco montaggio non solo le immagini della mostra ma anche una serie di altri materiali iconografici:
le figure dell’arte, le immagini della moda, le icone dei teenager, i film mito. E ancora un’antologia che raccoglie gli scritti più interessanti sul tema dell’adolescenza mescolando poesia, letteratura, cronaca, giornalismo, saggistica e che cerca di dare forma e colore a tutte le contraddizioni e le ambiguità di una età infelice che non smettiamo mai di rimpiangere.

Presenze in mostra e in catalogo:
per l’arte
 - Vanessa Beecroft, Dan Graham, Raymond Pettibon, Mike Kelley, Elizabeth Peyton, Andreas Gursky, Jim Lambie, Charles Ray, James Coleman, Sharon Lockhart, David Hamilton, Larry Clark, Gillian Wearing, J&D Chapman, Wolfgang Tillmans, Takashi Murakami, Katy Grannan, Collier Schorr, Bill Henson, Cady Noland, Olaf Breuning, Rineke Dijkstra, Keith Coventry, Simon Periton, Paul McCarthy, Ricky Swallow, Tracey Emin, Noble & Webster, Tim Rollins & K.O.S., Jeff Wall, Tony Matelli, Richard Prince, Robert Gober, Gilbert&George, Gavin Turk, Mark Leckey, Richard Billingham

per la moda- Paco Rabanne, André Courrèges, Pierre Cardin, Veronique Branquinho, Bernhard Willhelm, Stephen Sprouse, Walter Van Beirendonck, Dolce & Gabbana, Comme des Garçons, Helmut Lang, Katherine Hamnett, Diesel, Benetton, Fiorucci, Jürgen Teller, Gucci, Corinne Day, Nick Knight, Terry Richardson, Emporio Armani, David Sims, Steven Klein, Alexei Hay and Justine Parsons, Anuschka Blommers & Niels Schum, Rudi Gernreich, Bruce Weber, Nigel Shafran, Bert Houbrechts, Karl Heinz Weinberger, Willy Vanderperre, Panos Yiapanis

autori dell’antologia di testi: Pier Paolo Pasolini, Pier Vittorio Tondelli, Stefano Pistolini, 
Paola Zannoner, Dennis Cooper, James Ballard, Vladimir Nabokov, Bret Easton Ellis, 
Dave Eggers, Paolo Crepet, Philip Larkin, Marilyn Manson, Margaret Talbot, Enrico Brizzi, Douglas Coupland, Camille Paglia


Social