08 gen 2004

Events Excess. Moda e Underground negli anni 80

 

8 gennaio-8 febbraio 2004, Stazione Leopolda, Firenze 

Gli anni ’80 sono un periodo complesso. Una fase storica di trasformazione sul piano politico, sociale e culturale. Per l’Italia uscita dall’oscurità degli anni di piombo sono gli anni dell’affermazione del Made in Italy. Made in Italy come definizione di un prodotto di qualità, per forma e contenuto, che trova nella moda una delle sue più significative espressioni. I designer italiani sono nominati in tutto il mondo non solo come creatori di abiti, ma anche come maestri di stile. Uno stile italiano che entra prepotentemente sulla scena internazionale. L’immagine di un‘ Italia vincente consacrata nel 1982 dalla vittoria ai Mondiali di calcio. Ma quel che rimane di quel decennio nella memoria ravvicinata è spesso solo un accumulo di eccessi senza contenuto.

Cosa sono stati allora veramente gli anni ’80? Solo edonismo reaganiano, decor neobarocco e paesaggio postmoderno o anche la creatività dissacrante e costruttiva dell’underground? Solo la nascita del total look e del lusso delle griffe o anche lo strutturarsi di un sistema che porterà la moda a essere motore dell’economia italiana? Creatività e novità sono le parole chiave di un periodo che sembra sfuggire a ogni precisa definizione nelle sue contraddizioni apparenti. C’è il ritorno alla professionalità, all’ufficialità dopo la contestazione, che trova però espressione nello street style. Nello stesso tempo la rivoluzione conservatrice del libero mercato di Ronald Reagan e di Margaret Thatcher inizia la riabilitazione della ricchezza e della sua ostentazione. Il culto delle celebrities. La celebrazione dell’io rispetto al sociale. La ricerca esasperata del look giusto. La moda non è più unicamente un insieme di vestiti e accessori, ma lo specchio di una società in rapido e continuo cambiamento. Dalle sfilate di moda, alle pagine dei giornali, ai video musicali, alle gallerie d’arte, l’energia che il punk aveva liberato sfocia in un flusso ininterrotto di immagini.

Basta guardare con la curiosità di oggi per accorgersi di quanto gli ’80 siano attuali o perlomeno come stiano diventando il vintage dell’anno prossimo.
Leggings e braccialetti punk per strada, ciglia finte, make-up esasperato, spalle giganti e oro sulle passerelle. Eccessivi per definizione gli anni ’80 sono tornati di moda. Jennifer Lopez come Jennifer Beals in Flashdance, Fisherspooner come gli Yellow nelle classifiche disco, Morgan dei Bluvertigo come Adam Ant, Hard Rock e magliette Hell’s Angels, Boy George in un musical a Broadway sulla vita di Leigh Bowery, Amanda Lear in una trasmissione televisiva che diventa di culto. Britney Spears come Madonna o Madonna come Britney Spears? Nuovo conservatorismo, W. Bush come Reagan, inflazione e lusso sfrenato. E ancora altro. Ovunque richiami da quel controverso decennio.

La mostra_ Una distesa di container. Una città alla Blade Runner. L’ingresso alla mostra avviene attraverso uno spazio/filtro nero. Lo spazio interno si presenta oscuro, spezzato da pochi punti luminosi come guida, in cui container neri si rivolgono verso lo spettatore. Avanzando tra le cataste di container, guidati dalla luce e dalla musica, si scoprono le vetrine che custodiscono le scene e il glamour degli anni dell’eccesso. Una città di più di 40 container con oltre 100 abiti e ancora oggetti, mobili, musica, film non solo di quel decennio glorioso e fangoso ma anche dell’oggi Neo ’80s.

 Tre sono le sezioni della mostra:

prima sezione: SUPERBODY atmosfera diurna, per un corpo plastico, costruito, nudo Abiti che costruiscono e modellano il corpo. Ma anche un corpo che comincia a definirsi struttura con aerobica e palestra. Il vestito e' progettato per dare personalita' e forza agli individui. Le imbottiture ingigantiscono le spalle e danno imponenza e autorevolezza alla figura femminile. La moda ritaglia le figure sullo sfondo e costruisce silhouettes senza incertezze. Il supercorpo femminile si trova a suo agio con la divisa della donna in carriera ma anche con il costume dell’eroina sexy. Per essere alla moda l’uomo diventa morbido e sensuale, colorato e spregiudicato Il supercorpo maschile è scultura e non ha timore a essere neoclassica icona gay.

seconda sezione: TRANSBODY atmosfera notturna per un corpo travestito, trasfigurato, truccato, eccessivo Il desiderio di essere diversi. Di essere unici e straordinari. Non conta essere belli ma bisogna assolutamente essere personaggio. L’ambiente è quello notturno delle discoteche e dei club che fanno le serate a tema. I corpo si trasfigura per essere indimenticabile. Leigh Bowery è l’icona di tutti quelli, artisti in testa, che scelgono il proprio corpo e il travestimento come mezzo d’arte e di battaglia. L’Eccesso diventa un modo di comunicare e di sperimentare. Creatività e individualismo sono le parole chiave di questo momento. Tutti possono improvvisarsi stilisti, grafici, artisti, designer anche solo per una notte. Non c’è più un solo punto di vista e la moda è un sismografo che registra l’accumularsi di movimenti e cambiamenti.

terza sezione: POSTBODY Il corpo si smaterializza, il vestito è un fatto mentale. Porta con sé molte atmosfere. Il vestito partecipa al gioco delle citazioni L’epoca dei post. Gli stili convivono e l’abito è il risultato di una riflessione sulla moda, gli stili, la storia e le tradizioni. Il corpo post moderno è wired, connesso con la rete come succede ne il Neuromante di Gibson. Nella realtà che comincia a essere virtuale l’abito è un fatto mentale: veste menti e attitudini. La moda propone lifestyle che permettono a ciascuno di vivere sogni e atmosfere differenti. La citazione permette di usare un frammento del passato ma anche del tempo appena trascorso per trasfigurarlo nell’estetica del customizing e del citazionismo. Gli architetti e i filosofi si affannano attorno al concetto di Postmoderno, gli artisti sono transavanguardisti, citazionitisti e nuovinuovi … Intanto sta cominciando un’altra storia.

Il libro/catalogo è un percorso visionario creativo sulle immagini che hanno fatto gli anni ’80. Non è cronologico ma procede per temi (donna in carriera, donna sexy, American Gigolo, night clubbing, wild boys, yuppies, graffiti, paesaggio postmoderno…). Il percorso del libro è integrato dall’inserto Neo ’80s una straordinaria raccolta di immagini degli ’80 dell’oggi. Una raccolta di saggi di studiosi e giornalisti di moda, di arte, di architettutra e di costume, una cronologia e un glossario, fatto dalle parole del decennio, completano il libro.

Presenze in mostra e in catalogo:
per la moda: Adidas, Allegri, Azzedine Alaïa, Giorgio Armani, Basile, Balençiaga, Laura Biagiotti, Dirk Bikkembergs, Body Map, Hugo Boss, Bottega Veneta, Veronique Branquinho, Brioni, Byblos, Cadette, Callaghan, Canali, Cantarelli, Chiara Boni, Nino Cerruti, Closed, Enrico Coveri, Comme des Garçons, Complice, Corneliani, Jean Charles de Castelbajac, Ann Demeulemeester, Dior, Dolce e Gabbana, Ellesse, Erreuno, Cesare Fabbri, Fendi, Gianfranco Ferré, Alberta Ferretti, Elio Fiorucci, John Galliano, Jean Paul Gaultier, Genny, Romeo Gigli, Georgina Goodley, Katherine Hamnett, Donna Karan, Calvin Klein, Krizia, Christian Lacroix, Karl Lagerfeld, Ralph Lauren, Claudio LaViola, Henry Lloyd, Lotto, Maripol, Max Mara, Missoni, Claude Montana, Franco Moschino, Moncler, Thierry Mugler, Nike, Rifat Ozbek, Puma, Cinzia Ruggeri, Jeremy Scott, Martine Sitbon, Paul Smith, Luciano Soprani, Steven Sprouse, Sybilla, Timberland, Trussardi, Valentino, Walter Van Beirendonck, Dries Van Noten, Dirk Van Saene, Gian Marco Venturi, Gianni Versace, Louis Vuitton, Vivienne Westwood, Bernhard Willhelm, Yohji Yamamoto, Marina Yee, Zamasport, Ermenegildo Zegna, Pal Zileri

per il design: Ron Arad, Andrea Branzi, Tom Dixon, Tommaso Garattoni, Massimo Iosa Ghini, King Kong (Stefano Giovannoni e Guido Venturini), Shiro Kuramata, Charles Jencks, Memphis, Franck O. Gehry, Aldo Rossi, Denis Santachiara, Borek Sipek, Philippe Starck, Ettore Sottsass, Daniel Weil

per l’arte: Lina Bertucci, Leigh Bowery, Magazzini Criminali, Gilbert and George, Nan Goldin, Robert Longo, Keith Haring, Jenny Holzer, Barbara Kruger, Robert Mapplethorpe, Christian Marclay, Carlo Maria Mariani, Helmut Newton, Pierre et Gilles, Shabbaz, Cindy Sherman, Andy Warhol, Bruce Weber 



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