23 giu 2004

Events VB53 - Vanessa Beecroft

 

Tepidarium del Giardino dell'Orticultura, 23 giugno 2004

Mercoledì 23 giugno 2004 al Tepidarium del Giardino dell’Orticultura a Firenze
Vanessa Beecroft presenta VB 53 
dalle 19.00 alle 22.00 (su invito)

VB 53 (2004)
VB 53 è un lavoro che mette in scena 21 modelle piantate dentro un ammasso di terra nello spazio del Tepidarium situato nel Giardino dell’Orticoltura di Firenze progettato da Giacomo Roster alla fine dell’ ottocento.

Vanessa Beecroft
Vanessa Beecroft è nata a Genova nel 1969. Ha studiato all’Accademia di Belle Arti a Milano. Dopo gli studi si è trasferita a New York dove vive e lavora. 
L’evento che la porta alla ribalta internazionale è la sezione Aperto della Biennale di Venezia del 1995.
Vanessa Beecroft lavora sulle ossessioni femminili: corpo, bellezza, identità. Nella sua prima mostra (Milano 1993) l’artista presentava il suo diario alimentare Despair dove aveva catalogato i cibi mangiati negli ultimi otto anni dividendoli cromaticamente. 
Attraverso le sue performance (concettualmente per l’artista più vicine alla pittura che all’azione performativa) titolate con le sue iniziali e con una numerazione progressiva, perfette e patinate l’artista elabora tutti quegli stereotipi della cultura dell’immagine che hanno forzato violentemente l’identità femminile negli ultimi anni. VB mette in scena modelle professioniste, familiari e amici con l’aiuto di stylist, truccatori e acconciatori.
“In genere cerco di minimizzare il loro abbigliamento per enfatizzarne l’anatomia. A volte gli accessori sono riferimenti che aiutano a collegare il gruppo con il contesto in cui la performance ha luogo. Di solito sono leggermente ironici… Espongo degli elementi che coesistono in contraddizione tra loro (la loro bellezza, il loro riferimento al passato, la loro immediata realtà, la loro volgarità, la loro purezza, la loro compattezza come gruppo, il loro isolamento all’interno del gruppo). Non sono sicura in quale direzione mi porterà il mio lavoro”.

Tra le sue mostre più importanti ricordiamo: Biennale di San Paolo (2002); Palazzo Ducale Genova, Kunsthalle Hamburg, Kunsthalle Wien (2001); Whitney Biennial New York (2000); MCA Chicago, MCA Sidney, Wacoal Art Center Tokyo (1999); Guggenheim Museum New York, Fondation Cartier Paris, Moderna Museet Stockholm (1998); Biennale di Venezia, Site Santa Fe Biennial (1997); Ludwig Museum Köln, Stedelijk Van Abbemuseum Eindhoven (1996).Nell’ottobre del 2003 il Castello di Rivoli le dedica una retrospettiva. In quella occasione viene pubblicato anche il libro Vanessa Beecroft. Performances 1993_2003.
Il 9 maggio (fino al 22 agosto) si è inaugurata alla Kunsthalle di Bielefeld una sua mostra antologica.

VB 53 (2004)
21 donne sono piantate nella terra all’interno del Tepidarium di Giacomo Roster di Firenze.
Alcune saranno pallide e diafane, altre brune, altre ancora nere o mulatte. Saranno nude. Alcune avranno i capelli sciolti fino ai fianchi e alle ginocchia, come Maria Maddalena nella pittura antica, altre non avranno quasi capelli simili a germogli di una pianta. Indosseranno scarpe con lacci alla caviglia, in contrasto con la ruvidità del terreno. La terra è un riferimento alla land art. Molto scura e umida, come la terra ricca dei campi coltivati. Le modelle cercheranno di stare in piedi il più a lungo possibile, ma poi potranno anche cadere e sporcarsi di terra. La performance contrappone la purezza dei corpi femminili, la loro nudità, con il colore sporco della terra e la sua materia Alcune modelle saranno simili a gigli e altre simili a patate. Gigli e patate possono crescere anche nella sporcizia.


 

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