16 apr 2008

Events Claudia Losi. La coda della Balena

 
La maggior parte dei progetti ideati da Claudia Losi nasce dall’incontro con un luogo che lentamente prende la forma di un’opera: sia essa un ricamo, una scultura, un’installazione. Questo processo è il tema che accompagna la prima antologica dedicata all’artista italiana e ideata, con lei, da a.titolo e Alberto Salvadori.
Il percorso espositivo, che si sviluppa negli spazi della cripta del museo fiorentino, è stato pensato in stretta relazione con il sito e ideato come una storia per immagini capace di affiancare e intrecciare i diversi temi che compongono la ricerca dell’autrice dal 1995 ad oggi.
In mostra una selezione di venti opere che documentano temi portanti della ricerca di Claudia Losi: il disegno e l’esperienza della geografia, intesi come rapporto complesso e in progress con gli spazi aperti e i segni che li compongono, dagli elementi naturali, alla fauna, dai mutamenti del paesaggio a quelli della comunità che lo abita. Aspetti questi che trovano due incipit nella raffinatezza della serie delle Tavole vegetali (dal 1995), diverse tipologie di licheni ricamati su stoffa e nella luminosità dei dieci elementi che danno corpo alla serie dei Celacanti (2006, Unicredit Group Collection): ricami e disegni riprodotti su tessuto imbottito, paesaggi fantastici nei quali i profili stilizzati di questi fossili viventi, nuotano osservati da figure maschili e femminili, poste in diverse prospettive. Lavori che bene testimoniano l’eterogeneità della ricerca dell’artista e dai quali si può partire per sviluppare differenti e articolati percorsi.
In mostra anche la testimonianza di quasi sei anni lavoro, seguendo il viaggio della balena, durante i quali hanno preso vita molti incontri e diversi tipi di collaborazioni. Attraverso questo “andare”, l’artista ha creato, con il saper fare di comunità di donne, ceramisti e videomaker, un “patrimonio di senso” che compone oggi una parte importante di Balenaproject: otto documentari che testimoniano un viaggio reale di un oggetto dell’immaginario; Mukat (2008), 15 corpi in ceramica bianca che riproducono pezzi di balena realizzati dall’artista, in collaborazione con Emilio Romano, prodotti appositamente per la tappa di Firenze e un tappeto colorato composto da più di 300 piccole balene in lana, cucite da due comunità di donne a Guamote e a Punguí, località a più di 4000 metri di altitudine, nella provincia del Chimborazo in Ecuador.
Nell’opera di Claudia Losi, “ciò che non si dà immediatamente alla vista” è un altro elemento centrale che i curatori hanno voluto tenere come tema portante dell’allestimento e che si propone, nel percorso espositivo, come un insolito dialogo tra le opere e lo spazio architettonico, una sorta di labirinto nel quale i lavori si presentano come temporanee rivelazioni di memorie e di luoghi; storie che, collocate nel suggestivo spazio del museo, si arricchiscono di ulteriori e inaspettati immaginari.
Balenaproject
In un tempo lontano le balene nuotavano tra gli Appennini, in un mare che ha lasciato ora il posto al cielo. Con queste parole Claudia Losi spiega come è nata l’idea della sua Balena. Realizzata in tessuto di lana secondo la morfologia e le dimensioni reali della mediterranea Balena Physalus (23 metri di lunghezza),è stata cucita nei Lanifici Botto e Boglietti tra le colline del biellese in Piemonte. Proprio come un’antica mirabilia, l’oggetto si carica di suggestioni, raccoglie sguardi e gesti, suscita racconti e fa riemergere ricordi tanto più quando è mostrato lontano dal mare.
L'idea del progetto nasce nel 2002 dalla memoria delle balene che milioni di anni fa nuotavano tra le colline dell'Appennino; un’immagine riaggiornata agli anni Settanta quando, in molte città italiane, veniva esposta al pubblico una balena vera conservata sotto formalina e mostrata in un container da circo. Lavorando a partire da questi immaginari e queste memorie, l’artista ha realizzato un esemplare di Balenoptera Physalus, il più grande e veloce cetaceo del Mediterraneo. 
Dal 2002 ad oggi Balenaproject ha viaggiato per il mondo arrivando fino in Ecuador e trovando a ogni tappa una comunità di riferimento che, oltre ad accoglierla, aggiungeva alla sua storia nuove visioni.
Fino al 5 luglio il corpo della balena è nel chiostro del Museo Marino Marini e diverrà l’oggetto di una performance (date da definire) ideata dalla Compagnia Kinkaleri e di una serata di letture, 29 maggio, memorie e racconti di Paolo Rumiz e dell’attrice Roberta Biagiarelli.
Dopo Firenze, la tappa successiva di Balenaproject sarà Birmingham presso la Ikon Gallery.
Note biografiche
Claudia Losi è nata a Piacenza nel 1971, si è diplomata all'Accademia di Belle Arti di Bologna e nel 1998 consegue a Bologna una laurea in Lingue e Letterature Straniere. Nell'estate del 1998 è selezionata per il Corso Superiore di Arte Visiva della Fondazione Antonio Ratti di Como dove segue uno workshop con Hamish Fulton. I suoi lavori sono stati esposti in numerose sedi, in Italia e all’estero, tra le più recenti: Ikon Gallery, Birmingham, UK; Monica De Cardenas, Milano; MACC de Guayaquil e Cento Cultural, Universidad Catolica de Quito, Ecuador; Galleria d’Arte Moderna, Spazio Aperto, Bologna; Galleria Lindig in Paludetto; Nünberg, Germania; Spazio Mobile, Rocca Sforzesca, Imola; Galleria Primo Piano, Roma; Istituto Italiano di Cultura, Washington, USA;  Placentia Arte, Piacenza; Hamish Fulton, Parco di Arte Ambientale La Marrana di Grazia e Gianni Bolongaro, Montemarcello, Ameglia (SP).
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