12 gen 2010

Events Albiniana

Performance WALTER ALBINI E IL SUO TEMPO
L’IMMAGINAZIONE AL POTERE
 

«Ventisette anni, segno dei Pesci» sono le prime cose che dice di sé Walter Albini, con un sorriso. Questo designer e stilista [...] preferisce il prêt-à-porter perché va incontro alla vita, perché è per tutte le donne e le aiuta a non rinunciare – a un bel viaggio per un vestito per esempio”. 
Così Vogue Italia presenta Walter Albini nell’ottobre del 1967 e queste parole alludono alla forza creativa che trasformerà WA nel protagonista della rivoluzione italiana del prêt-à-porter. Erano gli inizi: la parabola di Albini si concluderà presto, prestissimo, nel 1983, ma il percorso personale e creativo dello stilista contiene tutti i tratti che hanno definito quegli anni.

L’immaginazione al Potere. Walter Albini e il suo tempo ricostruisce un periodo che vede il progressivo affermarsi della moda come elemento fondamentale nella rappresentazione della società e delle culture della contemporaneità, e il definitivo superamento dell’atelier per l’affermazione della moda democratica nelle sue declinazioni seriali di qualità. WA è un protagonista di quel momento, perché agisce nella consapevolezza della necessità di cambiamento e innovazione, non solo nelle forme della moda e dello stile, ma anche nelle sue azioni rappresentative e nei suoi riti. Attraverso pagine dalle riviste del periodo, fotografie e disegni originali, il libro cattura gli elementi centrali dello stile Albini: il Gatsby look e il recupero degli anni venti e trenta riproposti con atteggiamento post-modern; l’attenzione per gli immaginari e i set che circondano i suoi abiti e che diventano elementi di lifestyle; la messa a punto del brand, di cui Albini intuisce la crescente importanza, e la simultanea costruzione, consapevolmente praticata, dell’icona Albini, che si inserisce nel panorama internazionale insieme ai grandi protagonisti del suo tempo, come Halston, Karl Lagerfeld, Yves Saint Laurent, Ossie Clark.

Non una ricostruzione cronologica, quindi, ma un libro che vuole evidenziare un autore che, oggi più che mai, ci pare contemporaneo e attuale, volano di rimandi per una nuova generazione di fashion designer che guardano a lui come un esempio di talento puro e cristallino, capace di riflettere sulla storia della moda per creare nuove grammatiche di rottura e per ricercare modalità alternative di presentazione delle sue collezioni.
Resta centrale in questo senso la sua non-collezione maschile per l’estate 1977: una mostra con dodici outfit, presentati su pannelli. I capi, assemblati con consapevolezza da stylist, appartenevano agli amici stilisti, fotografi e giornalisti: “Bisogna imparare la libertà di vestirsi fuori da ogni schema. Il consumismo produce oggetti, non stili. Io mi guardo attorno, scelgo, combino e propongo”.

Il libro tiene insieme nella ricchezza delle immagini e dei testi una storia unica come quella di WA, un affresco che racconta gli anni che hanno cambiato non solo il corso della storia della moda italiana, ma anche quella del nostro paese. Sono le parole che Albini affida ad Anna Piaggi, per commentare la sua collezione primavera/estate 1979, quelle che meglio restituiscono la sua irrequietezza creativa e la sua forza immaginativa: “Per me, ogni vestito ha una storia, d’amore, di rabbia, di violenza. Ogni vestito è un momento, una persona, un posto e ogni vestito ha il suo ruolo, come in un teatro. Per cambiare vestito bisogna cambiare attitudine e spirito, e entrare in una nuova parte. Ogni volta, ogni stagione, ogni collezione...”.
 

L’immaginazione al Potere. Walter Albini e il suo tempo sarà presentato nel Saloncino da Ballo della Galleria del Costume con un display che mette in scena immagini ed elementi della grammatica di WA. 

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