06 gen 2014

Events W-D Man

Fashion By Federico Poletti
 
Ho iniziato questo lavoro, già "grandicello", dopo la non utilissima laurea in giurisprudenza, spinto solo da una passione che si era trasformata in professione, collaborando nella seconda metà degli anni '90 a varazze con massimo piombo. all'inizio dei 2000 ho aperto a milano zohar (vedi doc. allegato) e in seguito a parigi. in questi hanno ho collaborato con alcuni marchi importanti sia italiani che stranieri. nel 2009 ho ceduto i due negozi e nel 2010 ho cominciato a lavorare a w-d man, che ha debuttato nel 2011. importante per me è stato sicuramente il periodo di zohar, in cui ho realizzato e prodotto molto sia abbigliamento che design in senso stretto.
 
Descrivi il tuo approccio alla moda?
Parto sempre dalla materia ovvero la materia prima: la drapperia.
le  lane scozzesi (intese come luogo di produzione), i lini irlandesi, le sete italiane, i cotoni americani… lo definirei un approccio artigianale, non solo per il tipo di produzione, ma proprio per come viene concepita una mia collezione, si tratta, facendo una metafora, di trovare il legno giusto per ogni violino… questo e' il mio approccio.
 
Che cosa è per te l’abbigliamento formale e quello casual? In quale di queste due categorie ti riconosci?
Considero formale cio' che risponde piu' strettamente alle regole della coordinazione, mentre informale cio' che pur rispondendo a delle regole e' meno legato al concetto di coordinazione, se non per il buon gusto...
 
Che cos’è la sperimentazione per te?
Un aspetto fondamentale. ritengo che sia molto importante proporre e stimolare il mercato, oltre che necessario. in particolare i brand emergenti hanno la grande occasione di offrire una nuova visione "dello stato delle cose" e lo possono fare solo grazie alla ricerca e alla sperimentazione.
io ad esempio offro una visione dell'uomo "formale" innovativa, tanto da non presentare l'abito, ma coordinando la giacca e gli accessori, oppure offrendo una collezione di cravatte da utilizzare con nodi insoliti, piu' semplici e meno formali che diano nuova luce ad un accessorio tanto fondamentale quanto immobile da troppo tempo, pur restando sempre all'interno della tradizione. lo trovo molto stimolante.

Raccontami il tuo progetto per Pitti?
The latest fashion buzz mi ha dato la possibilita' di presentare delle nuove giacche realizzate con maestria in italia utilizzando delle lane inglesi molto esclusive. dagli shetland in macro houndstooth, agli harris tweed, ai donegal tweed in seta e lana, passando per  le flanelle di lana dal grigio molto chiaro, e molto difficile da trovare, al fumo di londra. dei modelli completamente vuoti, "destrutturati" quasi dei cardigan (jacket out), e modelli, invece, sempre leggeri ma intelati per capi piu' strettamente eleganti (jacket in).
 
Cos'è per te Pitti Uomo e la possibilità di essere a Firenze?
Un occasione importante. pitti immagine uomo e' la realta' migliore al mondo nel nostro settore, un'eccellenza mondiale. poter presentare il proprio lavoro all'interno di questo universo significa farne parte, e non e' poco.
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