Art and fashion talk Bar Camo

Fashion Il prossimo progetto a Pitti Uomo 82
Il prossimo progetto a Pitti Uomo 82
 

Stefano Ughetti, designer del brand CAMO, continua a portare avanti la sua ricerca alla scoperta di quelle realtà che lavorano artigianalmente il prodotto per poter realizzare una collezione speciale e rigorosamente Made in Italy. Proponendo sempre concetti che partono da immaginari apparentemente solo maschili, Camo scivola verso una moda sempre più trasversali e unisex, abbattendo distinzioni e cercando insoliti equilibri. Stefano non ha una formazione classica da fashion designer, proviene dal mondo del tessile, che questo lo abbia aiutato a concepire in modo diverso il suo modo di fare abbigliamento? Le sue collezioni scoprono mondi e raccontano storie, guardando un po’ le immagini dell’ultima presentata (AW12/13), CASINO’ è evidente il riferimento al mondo de poker: giacche  a righe e abiti con bretelle, grande attenzione  per i dettagli, soprattutto per quelli più nascosti, linee impeccabili e rifiniture preziose. La collezione ci trasposrta la mente in qualche sala da gioco clandestina durante il proibizionismo statunitense, bicchieri con whisky e sigarette. Le donne però non sono più accompagnatrici porta fortuna, ma sicure di sé, in pantaloni, camicia e gilet, pronte per essere protagoniste.

 
 

In anteprima Stefano ci ha raccontato quale sarà il concept della nuova collezione per l’SS12/13 che verrà presentata a giugno durante PITTI Uomo 82. CAMOha pensato al bar come modo per riproporre sapori di altri tempi, per ritrovare quella poesia nella semplicità quotidiana. L’ispirazione è partita leggendo Benni e dai film di Pupi Avati, oggi però il bar non è solo momento di svago, ma addirittura una seconda famiglia, soprattutto quando sei da poco in una città straniera. CAMO fa riferimento al bar in maniera nostalgica, dove si gioca a bocce, a carte e a bigliardo. Sono le 18, è il tramonto di una giornata calda, ci si trova al bar, il colore è l’arancione, arancioni sono spesso le tovagliette, i posaceneri, le schedine del lotto e anche certe bevande. I look è internazionale ma senza tralasciare la propria identità. La collezione donna è ancora una volta specchio di quella maschile, ma se una volta era sconveniente andare al bar per una signora, oggi la questione non si pone e l’abito è quasi lo stesso. Non ci resta che aspettare al bar nell’attesa di vederla.

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