Art and fashion talk Intervista a Erik Bjerkesjo

Fashion
WHO IS ON NEXT? UOMO 2012: THE WINNER IS ERÏK BJERKESJÖ
 

 

Erїk Bjerkesjö, giovane designer svedese, è un ragazzo longilineo dall’aspetto perbene, un giunco dall’animo gentile nonché vincitore dell’ultima edizione del concorso “Who is on Next? Uomo 2012”. Nato come creatore di scarpe, ha esordito in questa occasione con la sua prima linea di abbigliamento. Ci accoglie nello stand per raccontare il suo mondo minimal e tenebroso, con grazia eccezionale e con le mani sporche di colore, come un vero artigiano. 

Parlaci delle tue ispirazioni.
Sostanzialmente sogno di creare vestiti per le icone che ammiro come Ian Curtis, Basil Rathbone e Adrian Brody. L’intera collezione attuale è realizzata partendo dalle mie riflessioni su questi personaggi, su quella sorta di alone di aristocrazia in senso postmoderno che aleggia attorno a queste figure. L’ispirazione è anche l’artigianalità italiana. Io lavoro a Cerreto Guidi, una piccola città vicina a Firenze e attingo da quella ricca tradizione italiana artigianale che si tramanda da generazioni. E’ fondamentale per me rispettare questa conoscenza per portarla nelle mie collezioni. Le scarpe che realizzo sono una sorta di versione neoclassica delle calzature italiane con l’aggiunta del mio tocco personale. 
 
Spiegaci il perché dei due fori laterali visibili in un modello delle tue scarpe.
Richiamano i due punti propri del mio cognome. E’ un richiamo alla mia famiglia, al mio DNA, al mio background e cerco di mostrarlo attraverso le scarpe.
 
Nel XVI secolo il nero significava austerità, nel XIX secolo sobrietà. Che significato ha il nero nelle tue collezioni?
Attraverso questo colore ho voluto esprimere la solitudine di un personaggio in atelier, una persona che ha il controllo di ciò che fa, come uno scrittore o uno scultore. Il nero è quel tipo di colore che rende vivo un personaggio, che gli conferisce personalità. Basti pensare a Johnny Cash o Nick Cave, loro non cambiano mai, si vestono di nero con uno stile che dà i brividi, sono uomini in nero che veicolano un messaggio veramente serio, e questo è un obiettivo veramente importante per me. 

Attualmente nel mondo della moda si assiste al conflitto tra uno stile barocco e uno minimalista. Perché preferisci quest’ultimo approccio?
Penso che sia dovuto al fatto che sono svedese. Sono attratto dai dettagli e di conseguenza da un look pulito e minimalista.
 
Placche metalliche sul tacco della scarpa e sulla spalla di un capo. Alludi ad un guerriero?
Mi sono ispirato al mondo samurai e all’Asia, anche nei pantaloni tagliati. Le spalle sono corazzate per rendere l’uomo pronto ad un combattimento.
 
Cos’è il lusso per te?
Artigianalità e passione nel fare qualcosa ben fatto. Questo è il mio punto di partenza. La mia intera vita è sempre dedicata alla ricerca della creazione delle cose migliori e interessanti perché in Svezia non abbiamo questa tradizione di artigianalità, di cui è ricca invece l’Italia. Oggi molti fashion designer sono più interessati alla produzione su larga scala e preferiscono produrre in Asia. Sinceramente penso che tutto ciò sia veramente triste. Preferisco la qualità alla moda.
 
Ti consideri un artista oppure un vero fashion designer?
Mi voglio focalizzare sull’artigianalità perché non mi piace la moda come è. La moda è troppo veloce, la rispetto, ma non voglio lavorare in modo affrettato. Il fashion designer è troppo legato al mercato. In questo senso mi sento più un artista spinto dalla temerarietà.
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