Art and fashion talk All a matter of Talent and passion

Fashion Intervista a Simonetta Gianfelici by Sara Pizzi
 

 

Identità, sensibilità, cultura e immaginazione.” Così esordisce Simonetta Gianfelici rispondendo alla nostra domanda sul significato di talento nel sistema moda. Quattro caratteristiche imprescindibili che declinano il concetto contemporaneo di creatività, secondo una donna che ha fatto dell’eclettismo, della grande esperienza e dell’intuito il fulcro del proprio lavoro.  

 
Top model di fama internazionale, musa di maestri come Valentino e Thierry Mugler, attrice e Chevalier de l'Ordre des Art et Des Lettres, Gianfelici si dedica da tempo al fashion scouting di talenti moda, attraverso concorsi e progetti di ricerca e numerose iniziative che promuovono una moda etica e sostenibile, come Ethical Fashion, promossa dall’agenzia dell’ONU International Trade Centre (ITC) per la cooperazione tra artigiani di varie nazioni dell’Africa Occidentale con celebri marchi luxury.
 
Dal 2005 Simonetta Gianfelici collabora come responsabile scouting con Altaroma per il concorso Who Is On Next?, nato in collaborazione con Vogue Italia e dal 2009, assieme a Pitti Immagine, declinato ai nuovi talenti nella moda maschile. 
 
Simonetta, qual è il significato di "talento" oggi nel sistema moda? come si orienta nel valutare il potenziale creativo di un designer?  
Identità, sensibilità, cultura e immaginazione. Sono questi gli aspetti centrali della mia ricerca. Ma lo sono anche il senso etico e il recupero dell’artigianalità. Altri aspetti non meno importanti sono le strategie innovative di comunicazione e vendita, dopo l’avvento dei social network e dell’e-commerce. Insomma, una contemporaneità che tenga conto del passato ma con uno sguardo attento al futuro.
 
Quanto è importante oggi per una realtà del panorama moda (azienda, rivista....) prendersi il rischio di investire sui giovani?
Decisivo, direi. Investire sul futuro richiede discussione, confronto, audacia e lungimiranza. Siamo stati capaci di costruire una storia importante e guadagnarci un ruolo di rilievo nella moda e nel mondo. Avvertire il passato come un peso impareggiabile sarebbe un errore. Semmai dovrebbe esserci di stimolo pensare di poter tracciare un nuovo corso non meno determinante.
 
Si parla molto spesso di Londra, Parigi e New York, ma qual è il valore aggiunto dell'Italia nel creare e supportare i talenti della moda?
Istituzioni come Pitti e Altaroma stanno operando investimenti seri nella ricerca dei giovani talenti e mantengono il loro impegno offrendo spazi e opportunità concrete, anche attraverso partner autorevoli come Vogue Italia e l’Uomo Vogue. Coinvolgono buyer internazionali e, soprattutto, riconfermano i loro intenti nel tempo dando centralità e spazio al lavoro dei giovani. In poche parole investono laddove il profitto è ancora intangibile. Ma un altro aspetto considerevole è anche quello di ridare, in questo modo, slancio alla nostra manifattura, all’eccellenza di un Made in Italy che perduri a dispetto delle logiche del mass market, restituendo identità e qualità alla nostra produzione.
 
Quanto conta secondo lei un concorso come "Who Is On Next?" a livello internazionale?
Direi molto. basta guardare alla presenza dei nostri designer nei calendari, alla loro presenza sulla stampa internazionale, all’incremento  dei punti vendita e della distribuzione  dopo la partecipazione a who is on next e all’attenzione che le grandi multinazionali specializzate in moda e prodotti di lusso stanno dedicando loro.
 
Who is on next?, Pitti Italics, The Latest Fashion Buzz ... Come vede il ruolo di Pitti nella promozione dei talenti creativi della moda? si può parlare di una community che ruota intorno a Firenze?
La qualità delle proposte, la costante attenzione verso il nuovo, lo scouting wordwide, la creatività degli eventi organizzati, la presenza di un pubblico internazionale e autorevole e il coinvolgimento dell’intera città che Pitti riesce a svelare stagione dopo stagione, rende sicuramente questa fashion week tra le più entusiasmanti e coinvolgenti del panorama moda internazionale.
 
Che suggerimento si sente di dare ai prossimi candidati del contest? E ai finalisti che si troveranno a presentare le loro collezione in occasione del trunk show?
Essere se stessi. Divertirsi e cogliere con entusiasmo le opportunità. Eleganza è anche gratitudine.
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