JW ANDERSON

ALANUI

PITTI UOMO 92

HUGO

YOSHIO KUBO

OFF WHITE C/O VIRGIL ABLOH™

Project room Magic made of light, a talk with Claudia Pasanisi

Graphics / Photography / Performance By Sara Pizzi
 

 “L’immagine è qualcosa di magico, un servizio fotografico o un fashion show sono magia in un certo senso”. Mi racconta Claudia Pasanisi camminando per i corridoi di Palazzo Pitti una calda mattinata di metà giugno. I suoi occhi si muovono velocemente, scrutando, perlustrando, passando in rassegna ogni piccolo dettaglio attorno a lei. Quell’effimero che non appare alla vista dei più, ma a lei è ben chiaro. 

 

E guardando le immagini che ha realizzato documentando gli eventi di Pitti Uomo, attraverso la collaborazione tra Fondazione Pitti Immagine Discovery e nineteensixtyeight - piattaforma dedicata alla fotografia contemporanea che promuove i nuovi talenti, favorendo la sperimentazione nella pratica curatoriale – è proprio l’istante a emergere nella sua naturalezza, nella sua possente entità. Un relazionarsi al soggetto/oggetto sui generis che caratterizza il suo lavoro fin dagli esordi a Milano, dopo gli studi in architettura, come assistente fotografa. Non è una questione di indossare, ma è il movimento, la vibrazione, la reazione chimica tra il vestito e la persona. Tra l’essere e l’apparire. Impressa su pellicola, come piace lavorare a lei, o digitalmente, d’abitudine.
 
Pasanisi, che ha alle spalle diverse collaborazioni con importanti brand di moda in Italia e nel Regno Unito, dove ha vissuto per anni, si è affermata come ritrattista di talento. Le sue fotografie liriche uniscono con naturalezza classicità e contemporaneità. Il suo lavoro personale ed editoriale, perlopiù scattato su pellicola, è caratterizzato da un’eleganza senza tempo che eleva i soggetti e le scene immortalati. I suoi ritratti di uomini e donne, che siano nudi o che sfoggino un look elaborato, trasmettono delicatezza, una grazia femminile, con uno sguardo mai volgare o inopportuno. Un’intima sensualità riflessa in ogni scatto.
 
 “A Pitti Uomo ho ribaltato l’idea del modello che indossa il vestito. Ho rotto questo schema. Sono gli abiti a essere liberi, anche se qualcuno li indossa; sono loro a prendere dimensione e forza.” Oscillazioni cromatiche, fluttuazioni di luci e movimenti che danno vita e sentimento agli stessi abiti. “Ho voluto mettermi alla prova con qualcosa di nuovo per me, diverso e romantico in un certo senso.” E attraverso il suo stile impressionista nascono scatti tridimensionali e scultorei. La moda per Pasanisi. 
 
“É quello che per esempio è successo con Off-White; lì tutto era poetico, una piazza vastissima, buio, luci e proiezioni sulle grandi pareti di Palazzo Pitti. I modelli erano come apparizioni, ho cercato di rappresentare tutto questo rompendo la figura umana e cercando il movimento degli abiti. Come se lasciassero una sorta di traccia di sé, nella fugacità del tempo. Ma anche con la sfilata di Yoshio Kubo, c’era così tanta energia in passerella, che vibrava e si riverberava attraverso i capi. Ancora, il romanticismo del fashion show di JW Anderson.” 
 
“Cerco sempre di estrarre bellezza da qualsiasi cosa, anche dove bellezza apparentemente non è visibile.” Come la serie Chidro, uno dei suoi ultimi progetti al di fuori del mondo della moda, ispirata a un luogo nel Sud Italia a lei molto caro. “Si tratta di un fiume dove adolescenti sono soliti buttarsi, a volte rischiando la propria vita. È un luogo a cui sono particolarmente legata. Non credo che avrei fotografato quei ragazzi se non ci fosse stato in ognuno di loro qualcosa che fa anche parte di me", racconta la fotografa. “La libertà nei loro occhi mi ha rapita. E la forza di questo sentimento che infonde appeal a persone che non sono patinate né eleganti, anzi spesso molto rough”.   

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