Quando e come hai capito che avresti fatto l'illustratore?

Credo che per me sia come l'aria. Non pensavo che avrei potuto mettere in mostra i miei lavori come sto facendo ora. Ho avuto la fortuna di incontrare persone che hanno visto nel mio lavoro qualcosa che forse io stesso non vedevo. Ho capito poi che potevo trovare un mio spazio, anche se mi guardavano storto per i collage che proponevo, ora invece è un linguaggio digerito da molti. Devo ringraziare anche Zuckerberg credo.
 

Cosa vuol dire per te lavorare con l'immagine? Che significato ha questa cosa nella tua vita quotidiana?

Lavorare con l'immagine è quasi un’ossessione ormai, tutto quello che vedo cerco mentalmente di rielaborarlo per vedere come sarebbe potuto diventare visto da altre angolazioni. Adoro l'immagine, il progetto che gli sta dietro e lo sforzo mentale implicano un impegno che molte volte viene ignorato completamente. La superficie che viene presentata al pubblico nasconde per me ore di lavoro e rimbalzi mentali costanti, 24 ore su 24. Mi permette però di vivere le mie giornate con grandi impulsi creativi che poi uso anche per i progetti che esulano dall'illustrazione.

Cosa ti ispira di più?

La più grande ispirazione mi arriva sempre dalle parole scambiate con le persone con cui lavoro e poi, per fortuna, molte volte ho testi stupendi che aiutano moltissimo la composizione visiva. Ho diversi archivi di immagini che tengo pronti come se fossero la mia scatola degli attrezzi, da lì pesco elementi o palette che uso per realizzare le nuove immagini rimescolando tutto con un nuovo equilibrio del tutto personale. Adoro poi la cultura pop orientale, soprattutto quando viene contestualizzata nel mondo occidentale, vedi Murakami o artisti come Katsuhiro Ōtomo.
 

Che rapporto hai con la moda?

Ottimo ma non victim. Adoro la macchina moda e credo che una volta superata la parte promozionale ci si trovi davanti ad una delle arti più complesse e affascinanti rimaste. Non penso che sia solamente una questione di come ti vesti, abbraccia invece qualsiasi cosa ci circondi e molte volte fa la parte della scultrice rimodellando di continuo le forme che crediamo di conoscere da sempre. 

Un sogno per il tuo lavoro? Dove ti piacerebbe finisse?

Vorrei che il mio lavoro arrivasse ad influenzare il lavoro di altri, che desse ispirazione come io la prendo da altri. Oltre a questo spero che il mio lavoro mi porti a qualcosa di più grande, sviluppando non solo immagini ma progetti più complessi e importanti. MI piacerebbe portare il mio lavoro anche nelle gallerie, forse succederà ma non sto rincorrendo questa opzione.
 

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Project room VISUAL OBSESSION

Fashion / Design / Graphics / Photography By Fulvio Ravagnani
 

In questa project room vi vogliamo mostrare il lavoro di un creativo made in Italy, Diego Soprana, che vive e lavora a Verona dove ha fondato Studio Fantastico di cui è art director e designer. Si occupa di illustrazione e segue progetti di grafica e art direction specialmente per la moda, collaborando con brand e magazine italiani ed internazionali. Lo abbiamo incontrato per riflettere come sempre sulla dimensione creativa.

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