Parlaci di te, del tuo percorso. Quando hai capito che volevi essere uno stilista? E che cosa ti piace di più del tuo lavoro?

Sono sempre stato affascinato dalla moda. Fin da bambino giocavo con tessuti e coperte, ma ero molto colpito anche dall'universo dell'architettura. Ero indeciso su che strada intraprendere, poi verso la fine del liceo artistico capii che nell'abbigliamento mi sarei divertito ed espresso maggiormente. In futuro spero di poter sconfinare anche nell’arredamento.
Del mio lavoro mi piace l'aspetto creativo e pratico allo stesso tempo. Sognare con il quotidiano. 

Cos'è cambiato dal tuo esordio con Who is On Next?Uomo nel 2012?

Tante cose sono cambiate. Sto vivendo un periodo di continua evoluzione. Ho trovato validi collaboratori che mi stanno supportando con passione e coraggio. Sto conoscendo sempre più persone interessate al mio lavoro ... è un periodo molto entusiasmante, nonostante le non poche difficoltà. 

La tua moda si basa su un concetto di purismo delle forme e di liberazione da ogni "orpello" stilistico .. parlaci del tuo stile, se potessi definirlo in tre parole, quali useresti?

La parola liberazione mi piace. Credo che la libertà sia fondamentale nella vita e nel mio lavoro. Io tolgo per avere libertà di interpretazione e di movimento: togliere per lasciare spazio, per respirare... 
Se dovessi sintetizzarmi in tre parole sarei: INTIMO, PROTETTIVO ed ESSENZIALE! 

 

Quali sono le tue maggiori fonti di ispirazione?

Sono molto affascinato dall'architettura, in particolare dal movimento razionalista, ma stagione dopo stagione mi lascio influenzare da diverse suggestioni, artistiche, cinematografiche o musicali, per esempio. Ogni stagione è una ricerca su più fronti, che magicamente si intrecciano nella collezione e che posso esprimere completamente attraverso la sfilata. 

Cosa ti aspetti dalla tua partecipazione a Pitti Uomo 90 come Pitti Italics?

Mi aspetto un bella sfilata ... mi aspetto una bella atmosfera.
Sicuramente, essere Pitti Italics a Pitti Uomo segna un punto importante del mio percorso. 
Sono molto riconoscente verso Pitti Immagine per questa opportunità, che desideravo da tempo. 
 

Project room Rappel à l'ordre: il desiderio estetico della realtà di Lucio Vanotti

Fashion / Design by Sara Pizzi
 


Classe 1975, diplomato all’Istituto Marangoni di Milano, Lucio Vanotti può essere definito un designer concreto. Il suo processo creativo è un continuo “rappel à l’ordre”: come fosse regolato da leggi matematiche, tende a raggiungere una naturale semplicità.

Dopo varie esperienze come fashion designer e consultant, Vanotti crea il marchio indipendente February. Un’avventura stilistica durata otto anni, fino a quando la collezione PE 2012 ne decreta il cambiamento con la nascita del brand eponimo Lucio Vanotti – con le linee uomo e donna, entrambe prodotte in Italia - selezionato nel giugno 2012, in occasione di Pitti Immagine Uomo, tra i finalisti del contest Who is on next?Uomo. 

L’esordio del marchio sulle passerelle è invece del gennaio 2016, quando Giorgio Armani lo sceglie per sfilare al Teatro di via Bergognone durante la Fashion Week milanese. 
Lo stile di Lucio Vanotti è raffinato e unisex e completa una filosofia estetica naturalmente essenziale, votata a un più ampio senso estetico della realtà. Riducendo ogni singolo capo al necessario, il designer arriva a una forma base che è precisa e completa in quanto liberata dall’inutile. Sono la grana del tessuto e le cuciture a definire la struttura di ogni capo. Chi lo indossa invece lo forgia di personalità e valore.

Lo abbiamo intervistato alla vigilia del suo ritorno a Pitti Uomo in veste di Pitti Italics.
Ecco quello che ci ha detto.
 

ENTER THE EXHIBITION