Project room Myownbooks By Paola Puro

Fashion / Design / Graphics / Performance By Fulvio Ravagnani
 
Abbiamo chiesto a Paola Puro – finalista di Who is on Next 2013 - di scattare alcune foto alla sua biblioteca personale e di rispondere a qualche domanda sul tema del libro.
 
I tuoi libri preferiti?
Durante la mia infanzia ho letto molti libri della quale probabilmente coglievo un significato personale, ho sempre vissuto sommersa da letture impegnative per una ragazzina, da Dante a William Shakespeare, da Pirandello a Keats. In seguito, potendo scegliere, ho cominciato ad appassionarmi ai generi, attraversavo periodi in cui leggevo solo libri dedicati al cinema, o solo dedicati alla spiritualità, o solo dedicati all'arte e via discorrendo. Ho apprezzato molto autori come Kafka e Orwell, per poi depositarli in libreria. Alcuni libri sono rimasti, come "Grapefruit" di Yoko Ono, "Passaggio in India" di Edward Morgan Forester, "Siddharta" di Hermann Hesse, ma un libro particolare, oserei speciale, fatto per tornare in varie fasi della vita incominciando dall'infanzia è "Il Piccolo Principe" di Antoine De Saint-Exupéry, parla di vita di amore e di tutte le persone del mondo, dell'essenziale che è invisibile agli occhi.  E' sempre con me pronto ad essere consultato in caso di necessità.
 
Ci sono dei libri che ti stanno in qualche modo ispirando?
Una lettura che mi ha ispirato molto è "La Danza Della Realtà" di Alejandro Jodorowsky un'auto biografia romanzesca meravigliosa, che apre il mondo della spiritualità anche agli scettici, con una poetica e cruda scenografia che ritrae il Cile tra gli anni 30 e 50 di questo secolo, che fa da sfondo alla vita agli incontri e alle esperienze di un autore come Jodorowsky.
 
Sei favorevole ai libri digitali o sei ancora legato a quelli tradizionali?
Vivo tra Parigi e Milano e nel corso della mia breve esistenza ho accumulato centinaia di libri ora sparsi in librerie, davanzali che guardano i tetti blu di Parigi, soffitte polverose.
I libri viaggiano con me, ammiro il potere della tecnologia di riuscire a semplificare tutto, ma non potrei rinunciare alla sensazione tattile della carta o all'idea di avere un oggetto "vero" tra le mani.  Li porto nella mia valigia sui treni nelle stazioni, sulle panchine, i sedili e le sedie a dondolo.  Un giorno troverò loro un posto sicuro dove riposare, e ogni tanto, li andrò a trovare.
 

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