Project room LE GRANDI RICETTE DI RICHARD HAINES

Fashion / Graphics by Fulvio Ravagnani
 
Quando la personalità creativa è ricca e veramente libera, non ha paura di affrontare sfide, classificazioni e cambiamenti. È il caso di Richard Haines, che vanta una carriera che va oltre le etichette di “stilista” o “illustratore”. Lo incontriamo per scoprire il suo punto di vista su creatività e moda.
 
Iniziamo parlando della tua carriera: da stilista sei diventato uno degli illustratori di moda più seguiti. Com'è successo?
È stato davvero per necessità. Nel 2008 non c'erano molti posti di lavoro disponibili per gli stilisti. La recessione economica era appena iniziata, e non riuscivo a trovare un lavoro. Un amico mi ha suggerito di aprire un blog per presentare le mie creazioni, e dopo che ho iniziato a disegnare e a pubblicare i disegni, il blog è davvero decollato! Il passaggio da stilista ad artista mi ha spaventato, ma ora sono veramente felice che sia successo, e sto facendo ciò che davvero adoro fare!
 
I tuoi lavori sono estremamente popolari e vengono utilizzati dai brand e dai media. C'è però anche un legame con l'arte: come ti poni rispetto a questo aspetto? Ci sono approcci diversi nel tuo lavoro?
Mi pongo questa domanda molto spesso: la differenza tra l'arte e il lavoro che svolgo per marchi importanti e su commissione. Quando un marchio come Prada o Dries Van Noten mi chiede di collaborare, è importante per me entrare nella “mente” dell'azienda. Sono stato fortunato perché amo e ammiro veramente i marchi con i quali ho lavorato, per cui non è stata una forzatura. L'arte che produco è esclusivamente per me stesso: è ciò che mi interessa e che mi entusiasma. Ma le due cose si sovrappongono: talvolta è difficile separarle! Voglio che l'entusiasmo e la gioia dell'arte siano visibili in tutti i miei progetti.
 
Parliamo della creatività. Mi puoi dare una definizione di questa parola? O è possibile avere una tua “ricetta” per la creatività?
Hmmmm, sì. Penso sia più facile dare una definizione di creatività guardando una persona disegnare, ballare o suonare uno strumento. Credo che la creatività si realizzi quando una persona è veramente in contatto con la propria identità più intima, ed è in grado di esprimerlo in maniera positiva e di condivisione. Trovo sempre affascinante guardare i bambini che dipingono o raccontano una storia. Non sono soggetti ai condizionamenti che abbiamo noi adulti; sono invece molto più in armonia con le loro parti creative perché non sono allenati a cercare accettazione: fanno solo ciò che ritengono giusto. La ricetta? Essere onesti e sinceri con se stessi!
 
Di che cosa ha bisogno la moda oggi? Io direi di più ironia, e tu?
“Ironia”? Interessante. L'ironia è importante, sicuramente. Le cose sembrano troppo ovvie al giorno d'oggi. Vorrei dire però che ciò di cui la moda ha maggiormente bisogno è “togliere”. Meno cose, meno vestiti, meno prodotti, ma di migliore qualità. Non so come funzionerebbe nella vita reale, considerando che viviamo in una cultura iper-capitalista, ma sarebbe interessante analizzare questa possibilità. La prima volta che sono stato a Parigi, molti anni fa, stavo tutto il giorno al Café de Flore a guardare i passanti. Mi accorgevo che le persone indossavano sempre lo stesso abito, con accessori diversi – ma era sempre lo stesso abito, quello della stagione. Confezionato alla perfezione, con un tessuto di qualità, davvero elegante. Amo questo approccio: less is more!
 

Per saperne di più clicca qui 

ENTER THE EXHIBITION