10 Apr 1999

Events Doug Aitken

Performance
 

Il lavoro, these restless minds, presenta all’osservatore un ambiente totale, che comprende la manipolazione delle luci, la colorazione delle pareti e l’alterazione materiale del pavimento della galleria. Tre monitor trasmettono alternativamente sequenze di banditori rurali e di paesaggi tra il naturale e l’industriale. I banditori sono visti al di fuori del loro contesto, isolati, in luoghi deserti e vuoti. Con le loro caratteristiche cadenze, i banditori fanno rapidissimi conteggi intercalati da osservazioni sull’ambiente che li circonda. Le parole, i numeri e le descrizioni dei banditori si susseguono sempre più velocemente e diventano sempre più indistinguibili, al di là della comprensione cercano una fusione con l’ambiente.
 
L’installazione di Doug Aitken, artista ma anche regista di video musicali e autore del libro di prossima pubblicazione: I am the Bullett (Random House), è intitolata these restless minds, è ambientata nello stato americano dell’Oklahoma. Questo lavoro è una parabola sulla velocità  dove immagini e linguaggi si accavallano e si intrecciano creando un sistema di comunicazione, dove i valori estetici e di contenuto assumono valori identici, dove l’identità estetica si accumula sull’identità psicologica e mentale.
Aitken chiede a se stesso e allo spettatore dove nella nostra società contemporanea si possano trovare i confini fra ciò che vediamo e ciò che sentiamo o ascoltiamo. Una parabola sulla velocità ma anche una parabola del linguaggio del corpo in un’epoca che vede i linguaggi rincorrersi, superarsi, ripetersi, citarsi e scomparire con la velocità di un battito di ciglia.  

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